Che belle le Donne

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Che belle le Donne. A loro, oggi, e volutamente, il mio umile tributo, affinché ricordino sempre quanto valgono, soprattutto se qualcuno quel valore vuole sminuirlo. Le donne lo sanno, le donne lo hanno sempre saputo che non si muore per amore, ma che di amore si vive, ogni giorno, che certe delusioni bruciano ferme ed i rimpianti fanno più male dei rimorsi, le donne lo sanno che le farfalle nello stomaco sono l’anticamera di grossi guai (e se ridi…i guai sono più grossi) che nella vita si possono dare molti baci, ma quelli che te la cambiano sono al massimo un paio, che certi amori grandi iniziano quasi per gioco e durano una vita (che poi più sono folli e improbabili più sono belli). Le donne lo sanno che non sempre questo è un mondo per donne, ché ci sarà sempre il tamarro che giudicherà in base alla taglia del reggiseno e non a quella del cervello, che le notti buie non sono mai troppo sicure, che la maternità non è solo un diritto, ma una scelta, sanno che lottano con il cuore, ma con lo stesso cuore si allontanano se qualcosa ferisce ed offende. Le donne lo sanno come si piange, ma poi il loro ottimismo ha il sapore del dolce della domenica ed il colore di un nuovo paio di scarpe. Le donne lo sanno che senza amici veri non si é abbastanza forti e che si può essere amica di un uomo solo se sei più “uomo” di lui, che essere sexy è una questione di testa e non di lingerie, che sono pochi gli uomini ad avere il dono di farti sentire come Mae West tra le lenzuola e come Grace Kelly in mezzo alla gente, e che sono questi gli uomini che ci piacciono. Le donne lo sanno che essere donne è un dono, se nasci femmina e diventi donna però, sinò nenti. Le Donne sono Donne tutti i giorni, non solo un giorno all’anno, quando con un rametto di mimosa e locali strapieni offendono i rimanenti 364 giorni oltre che la dignità di tante. A loro va il mio pensiero, a quelle che vivono sotto un burqa; a quelle che vivono sotto un lifting; a quelle che annegano nel Mediterraneo; a quelle che annegano negli ansiolitici o nell’alcool.  A quelle sfigurate dall’acido; a quelle sfigurate dal chirurgo. A quelle cui non è consentito invecchiare; a quelle a cui non è consentito crescere; alle schiave bambine, alle donne invisibili, a quelle che non possono studiare, parlare, scegliere. A quelle che fuggono dalla guerra con i bambini in braccio e il rumore delle bombe nelle orecchie. A quelle che si spezzano le unghie contro un soffitto di cristallo. A quelle che sanno che non si è fatto abbastanza; a quelle che credono che non c’è più niente da fare, a quelle che non hanno tutele e subiscono torti e umiliazioni in ogni angolo del mondo. A quelle che i torti e le umiliazioni le subiscono in casa o in ufficio, a quelle che amano, che ridono, che regalano la vita ed a quelle che la vita la colorano. A tutte quelle che ogni anno ci chiediamo il senso di questa ricorrenza, quelle che sanno brillare nonostante il buio in cui si vorrebbe restassero, a quelle che riescono ad essere la debolezza di un uomo forte, a quelle che amano i nuovi inizi nonostante la paura. A  tutte le Donne che sanno stare da sole, che lasciano i discorsi alle stelle quando hanno voglia di baciare o di essere baciate, quelle che ancora arrossiscono davanti ad un complimento, che non si sentono mai abbastanza e che chiedono sempre “permesso?”. A tutte le Donne che hanno deciso di non accontentarsi più, che stare insieme non significa nulla se poi l’altra persona ha il cuore da un’altra parte, che a volte si è chiamato “amore” qualcosa o qualcuno per paura della solitudine e che quel sesto senso esiste davvero: ci bastano i primi 5 minuti di conversazione per capire se alla fine sarà la vita a parlare per noi. A tutte le Donne che non hanno paura del tempo che passa, perché non invecchiano, accumulano soltanto più fascino. A quelle che non hanno nessuno accanto, ma un mondo intorno. A queste  auguro di bere vino in riva al mare, di cantare così forte da perdere la voce, di ballare senza senso con la radio a tutto volume per sgretolare tutti quei pensieri che corrono come un fiume. Di scacciare la malinconia e i giudizi della gente, di essere sbagliata, struccata, spettinata, ma bella ugualmente. E di brillare sempre di più, che sono loro a portare Luce.

EMMEGI’FERRARO

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Una risposta

  1. Diego Sardone ha detto:

    Un articolo di grande valore politico e sociale, ricchissimo di grande umanità. Urrà per tutte le donne, specialmente per quelle intelligenti.

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