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Riflessioni

Sei single e ti manca un partner. Sei in coppia e ti manca la libertà. Lavori e ti manca il tempo. Hai troppo tempo libero e vorresti lavorare. Sei giovane e vuoi crescere per fare le cose degli adulti. Sei adulto e vorresti fare le cose dei giovani. Sei nella tua città ma vorresti vivere altrove. Sei altrove ma vorresti tornare nella tua città. Forse è tempo di smettere di guardare sempre a ciò che ci manca e iniziare a vivere nel presente, apprezzando davvero quello che abbiamo, ché niente è scontato, e ogni cosa è un dono. Dobbiamo dargli valore, e imparare a godere il profumo delle piccole cose prima di aprire la porta ed uscire a cercare i profumi del mondo. È che ci stiamo perdendo, e stiamo sminuendo tanto. È come se ci facessimo vivere senza vivere realmente, hic et nunc: il sesso è d’obbligo e l’amore una tasca vuota d’emozioni. Perdere il cellulare fa male, più che perdere i propri valori. La moda è fumare. Devi bere se non lo fai, sei obsoleto. Il bagno è diventato un set fotografico, uomini e donne temono  una gravidanza inaspettata molto più che contrarre l’HIV,  il fattorino delle pizze arriva a destinazione prima di un medico con la sua ambulanza,  i vestiti decretano il valore di una persona e avere soldi è più importante che avere una famiglia,  i bambini sono in grado di rinunciare ai loro genitori per uno smartphone in più ed i genitori dimenticano cosa significa avere una famiglia perché troppo presi dagli smartphone, uomini e donne vogliono relazioni senza obblighi e il loro unico impegno è quello di postare foto per ostentare amori fondamentalmente fragili, ma che importa, l’amore è diventato palcoscenico, e il tradimento un motivo di vanagloria,  e non vali nient’altro che il numero dei tuoi likes su Instagram e Facebook. Non ci accontentiamo mai del presente.
Anticipiamo il futuro perché tarda a venire, come per affrettarne il corso, o richiamiamo il passato per fermarlo, come fosse troppo veloce, così, imprudentemente, ci perdiamo in tempi che non ci appartengono, e non pensiamo al solo che è nostro, e siamo tanto vani da occuparci di quelli che non sono nulla, fuggendo senza riflettere il solo che esiste. Ricordiamoci di sbagliare. Solo sbagliando viviamo davvero! Non esiste una fine, non esiste un inizio. Tutto esiste solo quando scompaiono questi due punti. Amiamo. Amiamo con tutto noi stessi L’amore non si consuma usandolo…ma si moltiplica. Crediamo. Crediamo sempre, non dubitiamo mai di noi. Non voltiamoci indietro, ci siamo già stati, è da lì che veniamo, è per quello che abbiamo lasciato là che siamo quello che siamo, teniamo sempre lo sguardo dritto davanti a noi! Così non dubiteremo mai della strada che stiamo percorrendo. La verità non è di questo mondo. Smettiamo di farcela raccontare dagli altri ed iniziamo a cercarla noi! La vita è nostra. Non permettiamo mai a nessuno di appropriarsene e di viverla al posto nostro. Partiamo. Quando è ora di partire, andiamo, non tergiversiamo neppure un attimo. Lasciamo tutto all’istante, e partiamo. Andiamo a scoprirci, andiamo a riprenderci quelle parti di noi che stiamo trascurando o dimenticando. Non accettiamo pietà invece di amore e, soprattutto, non diamo pietà ma amore. Non importa cosa riceveremo in cambio, noi siamo quello che diamo. “Credere” non è “sentire” e la mente può coprire fino a un certo punto le reali sensazioni che percepiamo. Le speranze, i desideri di arrivare fino alla fine, sono cospirazioni della mente verso la propria soddisfazione intellettiva, e non verso la nostra piena completezza, c’è un’altra parte di noi che resta sempre disarmata davanti a quello che la vita gli propone, che scopre le macchinazioni delle altre menti, che le porta addosso come cicatrici, che le respira, ed è il cuore, non mortifichiamolo più. Smettiamo di essere quello che dobbiamo e diventiamo ciò che siamo e ciò che sentiamo.

EMMEGI’ FERRARO

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Una risposta

  1. Franca Azzarelli ha detto:

    Le tue riflessioni, cara Emmegì, sono una lezione di vita o, forse meglio, un inno alla vita. È vero quello che scrivi: è difficile incontrare persone che sappiano interpretare la vita come un dono e ne sappiano assaporare l’essenza. E parlo di noi persone adulte che, solo vivendo, avremmo dovuto imparare a percorrere con leggerezza il viaggio imprescindibile della vita.
    Certo che una lezione del genere, da parte di un’insegnante che si deve rapportare con adolescenti, lascia ben sperare in quanto la tranquillità del vivere e l’esempio rassicurano e facilitano la scelta dei percorsi più giusti.

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