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Lettera aperta al segretario Zingaretti

Egregio Segretario nazionale PD, on.le Nicola Zingaretti,

la presente per esporle alcune questioni dirimenti per chi, come noi, crede ancora che fare politica per il bene comune si possa e si debba. Animati da tale convinzione, vorremmo che Lei, dall’alto della sua autorevolezza, ci chiarisse alcuni punti oscuri, che, in questi ultimi giorni, sono divenuti ancora più duri da decifrare.

Molti di noi hanno apprezzato lo zelo e la serietà con la quale ha chiesto – e ottenuto – alla Presidente della Regione Umbria un gesto di responsabilità. Avremmo apprezzato che lo stesso principio venisse adottato per la Regione Calabria, alla luce delle recenti indagini della magistratura sull’uso delle risorse pubbliche e tant’altro. In quest’ultimo caso, non abbiamo sentito dalla sua voce lo stesso rigore. E’ un doppiopesismo che lascia stupiti.

Premesso e fuori discussione che un avviso di garanzia non sia sinonimo di condanna e dato per rato il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza passata in giudicato, riteniamo tuttavia che chi fa politica debba allontanare dalla propria immagine ogni sospetto e ogni dubbio. Lei, on.le Zingaretti, non deve certo sostituirsi alla magistratura: dal segretario nazionale di un grande partito ci si aspetta solo la sospensione cautelativa di quei politici oggetto di indagini per reati pesanti, null’altro. Come, d’altra parte, avviene in tutte le altre democrazie europee e non solo. Se si aggiunge, poi, che quei politici sono sulla breccia da 50 anni, riteniamo ce ne sia abbastanza per chiedere un ricambio della classe dirigente e nuove figure da spendere in vista delle prossime regionali.

C’è un solo sistema per arginare i populismi dilaganti ed è quello che passa attraverso un rigore che sia al tempo stesso formale e sostanziale. Diversamente, accrediteremmo l’opinione, non minoritaria nel Paese, che ci sia una disgustosa omologazione della classe politica nella sua interezza quanto a moralità e integrità.

Lei sa molto bene che l’usura del tempo e le recenti vicende renderebbero la riproposizione delle stesse figure un  suicidio politico annunciato.

Tutto ciò premesso, ci si aspetta da Lei un segnale forte di discontinuità e, al tempo stesso,  una parola definitiva sulla sacralità di alcuni principi che hanno fatto parte del DNA di una certa parte politica.

Cordialmente, Massimo Conocchia

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Una risposta

  1. Angelo Straface ha detto:

    La sottoscrivo in toto la sua lettera Dr. Massimo Conocchia, avevo già espresso la mia contrarietà all’articolo pubblicato dal sindaco di Acri, a sostegno della candidatura dell’attuale presidente Oliverio.
    Confido anch’io in Zingaretti se non si vuole “regalare”, alle prossime elezioni regionali, la Calabria alla Lega….

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