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Hic et nunc

Ci avete mai pensato a quanto stupidi siete, a quanti inviti respinti, a quante parole non dette, a quanta bellezza impoverita, a quanti sguardi non ricambiati, a quanti viaggi non fatti, a quanta leggerezza rinunciata. Tante volte la vita vi passa accanto e voi non ve ne accorgete nemmeno. C’è chi se le ripete spesso queste frasi, gli sono entrate dentro, come un tatuaggio indelebile, che non abbandona mai: masticando la stanchezza di un lunedì mattina o  quando è imbottigliato nel solito traffico, quando è in discoteca, circondato da un carnaio danzante di persone così vicine eppure lontanissime tra loro. Ma, soprattutto, se le ripete quando i suoi slanci emotivi si scontrano con un’indifferenza che di umano non ha nulla. Quante parole non dite, per non aprirvi o per paura di iniziare a comporre il complesso puzzle che vi possa legare ad una persona, oppure perché credete che debbano sempre essere gli altri a fare il primo passo. Quanto orgoglio scambiato per dignità. Quante volte avete preso in mano il cellulare, guardando Whatsapp per vedere quanto tempo fa qualcuno a voi caro è stato online, iniziando a tormentarvi perché ha visualizzato ma non risposto, quante volte avete scritto e poi cancellato un messaggio, ma mai inviato il vostro ultimo pensiero della notte a quella persona, ché poi è lì che sta il vostro cuore. Trasformate le vostre interazioni umane in partite a scacchi, dove chi fa la prima mossa è un perdente e chi fugge è il vincitore, a prescindere. E dove la regola perversa e malata del do ut des vi ha tolto il piacere di dare qualcosa incondizionatamente. Anche un abbraccio. Dateb del tu a tutti ma del vostro a nessuno. Vi lasciate guidare dall’orgoglio, perché dire «ho bisogno di te» significa ammettere la propria debolezza. Sì, anche se sapete bene che la vita scivola via rapida tra le mani. Siete abili a procrastinare. La procrastinazione è l’atto di posticipare sistematicamente i compiti che dovremmo portare a termine. Si tratta di un fenomeno sociale e psicologico non sempre legato alla pigrizia: va oltre questo concetto e include anche l’abitudine di ritardare o posticipare attività o progetti, nell’attesa che il futuro le risolva. Il procrastinatore sopravvaluta il tempo che ha a disposizione per realizzare compiti o impegni. Ritiene che sia meglio aspettare il momento adeguato, il quale, ovviamente, non è mai l’ hic et nunc. Le cose non succedono mai da sole; è possibile che il destino vi riservi un po’ di fortuna in un momento dato, ma non è un fenomeno molto frequente, né certo. Il futuro non risolve le cose se voi non contribuite con movimento ed azione e se nella vostra mente non è presente il desiderio di cambiamento. Smettete di aspettare che la vostra realtà sarà diversa. Smettete di aspettare inermi in una sala d’attesa, siate gli artefici della vostra realtà. Nonostante Tolstòj vi dicesse che “per chi sa aspettare, tutto arriva a tempo”, vivere perennemente in “una sala d’attesa” può farvi cadere in un disperante stato di frustrazione ed impotenza. Dovete essere agenti attivi nella vostra realtà e considerare diverse idee: Smettete di concentrare le vostre aspettative solo sul domani. Ciò non vuol dire che non dovete più considerare il futuro, bensì che se volete vedere realizzato l’avvenire che desiderate, è necessario agire nel qui ed ora. Smettete di aspettarvi tanto dagli altri. Concentrare troppe aspettative su coloro che vi circondano vi porterà a soffrire. Aspettatevi risultati da voi stessi, assumete un atteggiamento realista nei confronti delle situazioni in cui siete coinvolti e, invece di essere esigenti con gli altri, siate ricettivi. Non esiste la vita perfetta, esiste lo stato di felicità. Questo concetto ribadisce quanto sia pericoloso crearsi delle aspettative troppo alte. La perfezione non esiste, quel che esiste è quel meraviglioso equilibrio in cui potete essere voi stessi ed essere fieri di ciò che avete. Ora, non domani, adesso.

EMMEGI’ FERRARO

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