fbpx

Si va in due a passeggio

A certi uomini no. A certi uomini muoversi, fare sport, o semplicemente camminare non piace per niente. Va contro tutti i loro principi riguardo lo stare da soli con se stessi. A loro piace premere il tastino “ricarica questa pagina” per aggiornare le pagine sul calciomercato. «Ca pu». Se vengono caricati d’incombenze e le scaricano perché an’i fa certe mmasciate. Il «Pu vidimu» è il loro pane quotidiano, seguito a ruota da «ci vo ru luni e da simana prossima». È verissimo che la pigrizia è stato sempre il motore delle grandi conquiste del progresso. Chi ha inventato la ruota, per esempio, non voleva più spingere e camminare,  che dietro quasi tutti gli aspetti della comodità  c’è un pigro astuto, che pensa ai modi per lavorare meno, ma certi riassumono la loro vita in una parola:   divano, o in due parole divano/letto. A metà strada fra la pigrizia e l’ignavia, u siccamiendu e l’accidia, la vilienzia prende un poco di tutte queste caratteristiche e le mischia, ma allo stesso tempo va oltre: si tratta, chiaramente, di uno stile di vita, di un modo di pensare, di una pigra indolenza del circolo. Il tempo che le persone normali  passano a svolgere una determinata attività certi uomini lo impiegano per trovare il modo più veloce e meno faticoso per farla prima. Questo si traduce in efficienza: riducono i costi e aumentano la velocità di realizzazione. Sono efficienti. Non solo, sono  consapevoli che non basta salire la scala, bisogna vedere se è appoggiata alla parete corretta. Questo si traduce in efficacia: è inutile che ci si arrabatti nella vita come un’ape operaia sempre in cerca di fatica se poi tutto quello che hai fatto è inutile. Se ci fosse una facoltà per “Imparare a godersi la Vita” la cattedra verrebbe automaticamente affidata ad un pigro, sempre che avesse voglia di accettarla. Non ci sono persone più rilassate, tranquille, posate e felici dei pigri. Queste creature dovrebbero essere considerate patrimonio dell’ Unesco, salvaguardate dal WWF, persino Piero Angela dovrebbe dedicargli un’intera puntata. Chi ha una relazione con questi uomini bradipo, quasi quasi è fortunata, se non muore prima per scoppio delle vie biliari, non litigano mai. Perché mai dovrebbero perdere tempo in un match corpo a corpo o peggio lingua a lingua? Li evitano. Sanno che i due contendenti rimarranno ognuno della propria opinione, quindi, perché sprecare energia?Hanno unagestione dello stress meritoria di premio Nobel . Non  urlano e  non inveiscono contro nessuno, sanno che non ne vale la pena, quindi perché agitarsi? Ma se poi incontrano una che piace loro ed a cui piace camminare come si conzano? Come annullano il contratto con la prolunga del telecomando? Strenuamente lottanti tra una perifrastica attiva ed una passiva della loro strana esistenza, depongono le armi, alzano bandiera bianca. Stando evidentemente agli estremi opposti dello spettro cromatico delle attività ricreative, la prima volta che una donna ha chiesto loro se volevano fare una passeggiata, essi non le hanno detto di sì. Ma, non le hanno detto neanche di no. E così, due volte a settimana, si ritrovano incastrati dentro marce lunghe chilometri fra campagne deserte, argini lustri e nuvole color lavanda. O dentro parchi cittadini dove la vita spalma tempi diversi, o per le strade dello struscio cittadino. Camminando scoprono due cose. La prima è che il sole non tramonta mai se sotto ci cammina Lei. La seconda è che queste camminate non sono camminate. Sono lezioni. Lezioni che si danno a vicenda, insegnandosi, quasi per caso, la mitologia del loro amore. Un passo alla volta, diventano importanti quelle camminate perché, un passo alla volta, Lui e Lei diventano una specie di Noi. E camminano. Dritti. Forse banali, ma senza cinismo. E si aiutiamo in salita e in discesa. E si fanno segno quando c’è un pericolo, un tombino rotto  o una pozzanghera lungo la strada. E parlano. Parlano di tutto quello che c’è, c’è stato e ci sarà, ma finiscono subito. E allora, quando non c’è rimasto più niente da dire, si guardano a lungo e di nascosto. Nel naso l’odore dei fossi, dei campi e dei cieli più rossi, dello smog, delle friggitorie e delle cornetterie. E, in punti strategici, si chiedono baci. Di tanto in tanto Lei si ferma per scambiare due parole con un fiore o con qualcuno, per salutare, per comprare, per fumare. La guardano. Quando cammina Lei, diventa un’ombra di luce in bilico su quel frammento di stupore che tiene attaccato il cielo alla terra. Quando camminano loro, diventano solo più sudati.  Quando cresceranno, dopo che boccheggiano accasciati contro quello che con ogni probabilità sarà il loro cippo commemorativo,  scopriranno che, dopo i quaranta/cinquanta, la vita regala  una carta di credito, un punto di vista sul mondo e strettissimi margini di miglioramento. Però in cambio si piglia tutto il resto. E comincia dal fiato. Vinci solo se lo scambi con quello di un’altra.

Emmegì Ferraro

Iscriviti per rimanere informato
Bata - Via Roma - Acri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Contentuto protetto!