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Aggiornamento Coronavirus: in Calabria i contagiati sono 750

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Aggiornamento Covid-19 domenica 5 Aprile

Le persone risultate positive al Coronavirus sono 750. Cinque i morti

I nuovi contagi

I tamponi eseguiti ieri hanno rivelato la positività di due operatori sanitari impegnati nel Grande ospedale metropolitano di Reggio; di un infermiere in forza al 118 di Rogliano, di un altro infermiere impegnato nella casa di cura “Villa Elisa” di Cinquefrondi. Si aggiungono ad altri due operatori sanitari che lavorano al Gom reggino ed ai colleghi impegnati nei nosocomi di Paola e Cetraro e nella casa di cura “Rosano” di Belvedere Marittimo. E’ positivo al virus anche un detenuto originario di Vibo detenuto nel carcere della Dozza di Bologna. A Cosenza i casi accertati sono 211 con 134 persone in isolamento domiciliare (92 asintomatici e 42 sintomatici) e 58 ricoverati. A Reggio 159 le persone in isolamento domiciliare e 35 in reparto; clamorosi i 26 tamponi eseguiti in modo erroneo che andranno rifatti a ospiti e dipendenti della casa di cura di Cinquefrondi in cui risultano già due contagiati. A Vibo sette i pazienti in reparto e 44 i positivi in isolamento domiciliare. A Crotone 72 in isolamento domiciliare e 22 in reparto. A Catanzaro, infine, 60 in reparto e 68 in isolamento domiciliare.

I morti

Cinque le persone decedute ieri. Tre anziani di 80, 84 e 86 anni provenienti dalla famigerata casa di riposo di Chiaravalle e sottoposti a cure nel nosocomio di Catanzaro; un pensionato di 87 già ospite della casa di cura di Bocchigliero ma ricoverato a Cosenza e un architetto di 66 anni di Vibo Valentia che era in cura al “Pugliese” di Catanzaro. Domanda legittima: la magistratura indagherà per accertare le eventuali responsabilità dei gestori delle strutture private in cui gli anziani erano ospiti? La procura di Catanzaro sta indagando su Chiaravalle; e la procura di Castrovillari su Bocchigliero cosa fa? Nella casa di riposo del piccolo centro della Sila Greca ci sono stati altri tre decessi, avvenuti in poco più di 72 ore la settimana scorsa. Tre decessi precipitosamente classificati come dovuti a cause naturali dai responsabili della struttura: è davvero così? Fino al momento non è stata eseguita alcuna verifica… Cinque dipendenti e 12 degenti della casa di riposo sono risultati positivi al coronavirus tanto da indurre il presidente Santelli a dichiarare Bocchigliero “zona rossa”. Fossi un pubblico ministero qualche domanda me la porrei. O no?
Il primo morto per coronavirus di Pizzo è invece un pensionato di 88 anni deceduto nei giorni scorsi e risultato positivo per via del tampone post mortem.

I test eseguiti sui cittadini a Belvedere grazie al sindaco “rivoluzionario”

Ottanta le persone che hanno raggiunto in macchina, ieri mattina, piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa per sottoporsi al test rapido sul sangue disposto dal sindaco Vincenzo Cascini, medico e proprietario di una storica clinica privata.
Spiega il primo cittadino: «70 sono risultati negativi. Sette hanno Igg positivi, il che significa che hanno avuto un piccolo contagio, però sono guarite, sviluppando l’immunità antivirale. Tre, invece, dovranno ripetere il test perché è uscito un risultato incerto. Saranno sottoposti al test tra una settimana». Sono risultati attendibili? Non sappiamo. Appaiono però certi i meriti di questo sindaco mecenate capace di tutto pur di aiutare la sua gente.

L’appello del presidente Santelli: sospendere il Piano di Rientro Sanitario!

Nella Calabria investita dagli effetti del Covid-19, Jole Santelli sceglie di rompere gli indugi: «Occorre sospendere il Piano di rientro» afferma «per affrontare l’emergenza scaturita dal coronavirus. E’ il minimo che dev’essere concesso alla Calabria. La sanità» continua il presidente della Giunta «era già in condizioni che potremmo eufemisticamente definire difficili, adesso la situazione appare complicatissima. Dunque, sospendere il Piano sembra una scelta logica e non differibile».
Ma il presidente Santelli si dichiara anche pronta ad assumersi la responsabilità della guida della sanità nella nostra regione. «Sono pronta ad accettare questa responsabilità se mi sarà chiesto». Come dire: potrebbe diventare il “capo” del settore mantenendo la veste di presidente dell’esecutivo come già accade in altre regioni della Penisola. «Si può disegnare» sottolinea «una sanità migliore di quella attuale nell’interesse di tutti i cittadini. E per farlo dobbiamo guardare solo agli interessi dell’utenza, della gente e non ad altro». Santelli, tuttavia, precisa quanto straordinariamente ottimi siano i rapporti con il commissario Saverio Cotticelli. «Oggi fare squadra in questo settore non è semplice per via delle competenze incrociate che ricadono in seno alla Regione e alla struttura commissariale. Eppure voglio dire che siamo riusciti a fare squadra ed è un piccolo miracolo». Come dire: spesso la capacità di sintonia dipende dalle persone che rappresentano gli enti e le strutture.
L’avanzata dei contagi in Calabria preoccupa il presidente Santelli ed è soprattutto il rischio che corrono gli anziani a non farle dormire sonni tranquilli. Dopo quanto accaduto a Bocchigliero, Melito Porto Salvo e Chiaravalle, il quadro è preoccupante. «È importante intervenire tempestivamente» dice l’esponente politico «per evitare che si ripetano tragedia che abbiamo vissuto in questi giorni. Temo che le cose possano essere sottovalutate: se un anziano mostra sintomi febbrili, o tosse e difficoltà respiratorie deve subito essere segnalato, sottoposto a tampone e trasferito in strutture specializzate affinché si evitino contagi e vittime. Gli errori commessi non possono essere ripetuti».
Jole Santelli è comunque convinta che il sistema regionale sia in grado, grazie all’impegno del personale sanitario, di affrontare l’emergenza Covid. Certo, mancano ancora ventilatori e dotazioni. «C’è bisogno» sottolinea «di altri ventilatori e di strumenti di protezione individuale: servono soprattutto tute.»
Ma la guerra al virus rischia di essere ancora molto lunga e il presidente Santelli annuncia di essere pronta a «chiudere altri comuni se ce ne sarà bisogno e me lo chiederanno le autorità sanitarie perché vi avranno individuato nuovi focolai».
Poi i maggiori controlli. Per il capo dell’esecutivo regionale occorre vigilare per impedire a degli «sprovveduti di violare le ordinanze» . Per il resto il presidente appare soddisfatto del comportamento tenuto dai calabresi. «Stanno osservando il distanziamento sociale e tutte le norme imposte. Sono molto fiera di loro».
Infine, l’annuncio di provvedimenti economici in favore di cittadini, famiglie e imprese. «La gente ha bisogno di sostegno e noi tenteremo di aiutarla».

Il medico “sequestra” tre infermieri a Cetraro

Tre infermieri chiusi a chiave e pazienti spostati d’imperio da una parte all’altra del presidio ospedaliero. Il protagonista della vicenda? Uno specialista recentemente arrivato nel nosocomio di Cetraro proprio a seguito dell’emergenza coronavirus. Un medico già protagonista di altri accesi scontri con il personale e con il primario dell’Uoc di Anestesia di Rianimazione. Scontri puntualmente denunciati in una lettera inviata nei giorni scorsi al commissario dell’Asp di Cosenza, Giuseppe Zuccatelli, e al direttore sanitario, Vincenzo Cesareo.
Ma cosa è successo? Lo specialista, entrato l’altra sera nel reparto Covid dell’ospedale senza alcuna protezione, ha manifestato agli infermieri la sua intenzione di trasferire i pazienti in un nuovo reparto. Una follia. Dopo aver incontrato la netta opposizione dei basiti operatori sanitari, si è infuriato, iniziando da solo a spostare tutto, compresi letti e comodini. Infine, l’ultimo grave gesto: ha preso le chiavi del reparto, fatto entrare i tre infermieri – due donne e un uomo – nella cosiddetta “stanza pulito” e li ha chiusi dentro.
I malcapitati, per fortuna dotati di cellulari, hanno subito chiamato i carabinieri. Solo alla vista dei militari, arrivati celermente, il medico ha deciso di aprire la porta del reparto. Incredibile… quando si dice “uno fuori di testa”.

Il parroco viola le regole e porta in processione il Santissimo Sacramento

Il sindaco di Oriolo, Simona Colotta, un assessore e tre consiglieri comunali sono risultati positivi al virus. E così il parroco ha deciso di esporre il Santissimo Sacramento per fermare l’epidemia che ha colpito il paese. Don Pierfrancesco Diego, sulle orme di Papa Francesco, ha “violato” le misure di contenimento, abbandonando la canonica annessa alla Parrocchiale di San Giorgio Martire, uscendo per strada mostrando il Sacramento per portare conforto alla comunità locale, messa a dura prova dal Covid-19. Un gesto di fede e d’amore quello del giovane prelato che rischia però sanzioni. Al prete ha offerto sostegno e solidarietà padre Fedele Bisceglia, il francescano uscito negli anni scorsi a testa alta da una terribile vicenda giudiziaria.

La mappa del contagio

Territorialmente, i casi positivi registrati fino ad oggi sono così distribuiti:

Catanzaro: 60 in reparto; 8 in rianimazione; 68 in isolamento domiciliare; 12 guariti; 19 deceduti
Cosenza: 54 in reparto; 2 in rianimazione; 126 in isolamento domiciliare; 5 guariti; 13 deceduti
Reggio Calabria: 35 in reparto; 4 in rianimazione; 159 in isolamento domiciliare; 13 guariti; 11 deceduti
Vibo Valentia: 7 in reparto; 1 in rianimazione; 44 in isolamento domiciliare; 2 deceduto
Crotone: 22 in reparto; 72 in isolamento domiciliare; 4 deceduti.

I soggetti in quarantena volontaria sono 8602, così distribuiti:

Cosenza: 2395
Crotone: 1357
Catanzaro: 1247
Vibo Valentia: 566
Reggio Calabria: 3037
Le persone giunte in Calabria che si sono registrate al sito della Regione Calabria sono 13.158.

Un pensiero felice a tutti. Buona giornata. Coraggio.

Arcangelo Badolati

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Una risposta

  1. Pierfrancesco Rocca ha detto:

    Arcacangelo Badolati sono il dottor Rocca quello che Lei scrive su i fatti di Cetraro e degli infermieri che hanno rifiutato di fare il loro dovere. Lei che in genere è un giornalista serio scrive su fatti senza avere alcuna conoscenza della vicenda e si lascia a commenti arbiitrari che non fanno onore alla classe dei giornalisti per la dirompenza che le sue false notizie in un momento delicato come questo possono creare. Un giornalista dovrebbe essere amante della verità e non prestarsi alla casta. Ma ognuno ha una sua dignità vedro come risolvere queste sue parole diffamanti di un medico che durante l’emergenza covid ha brillantemente risolto tante problematiche ma nei fatti come deve fare un dirigente e non con le parole come fa lei. Si vergogni di infangare chi fa il suo dovere come a sempre fatto e come dice il suo curriculum lo legga almeno prima di avventarsi in giudizi di parte e indotti da chi la usa con secondi fini.

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