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Quel che so della guerra

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La prima volta che ho sentito parlare di guerra avevo dieci anni.

Aprile 1977 –  Sono impegnata a seguire la fuga delle bollicine dell’Idrolitina imprigionate in una bottiglia. I miei occhi curiosi e la faccia piena di lentiggini si riflettono nel suo vetro, faccio le boccacce. Impertinente, come al solito! Sono a casa dei nonni per il pranzo della festa. Il nonno ha qualcosa da festeggiare, è allegro più del solito e ha cucinato una lepre in salmì. Il nome mi rende sospettosa, quindi meglio alzarsi da tavola e darsela a gambe prima che mi chiedano di assaggiarla….. La testa lepre che fa capolino da una pirofila in vetro sembra quella di un gatto!  Mio nonno si lascia sfuggire un segreto…..”la preparavo spesso al generale durante la guerra!”

Ho sedici anni, frequento il liceo. Le dispute in classe sono frequenti, è una continua guerra. Da sempre una è la discussione tra me al primo banco e chi occupa il terzo: reazione o rivoluzione! Tamburello nervosamente con la matita sul libro, Giordano Bruno e Galileo segnano la mia strada. Ho deciso: studierò filosofia!

Mano nella mano con il mio fidanzato, avvolta nel mio cappotto verde torno a casa. È il 9 novembre del 1989. Temo che ricorderò questa data, ho violato il coprifuoco imposto da mia madre, sono tornata più “tardi” del solito. Adesso chi la sente!  Entro in casa in punta di piedi, tutto sembra tranquillo…forse troppo. Il telegiornale delle 20.00 ha stregato i miei genitori, presi per incantamento….. sono immobili, non si accorgono neanche della mia presenza. In televisione c’è una folla che sbriciola un muro, persino a mani nude. Ora per l’Europa è davvero finita la guerra! ….e io sono salva, per questa volta!

Giugno 1990, esame di Filosofia politica: Il buongoverno.

“La guerra non scomparirà, ma sarà spinta lontano, ai limiti della federazione. Divenute gigantesche le forze in contrasto, anche le guerre diventeranno più rare; finché esse non scompaiano del tutto, nel giorno in cui sia per sempre fugato dal cuore e dalla mente degli uomini l’idolo immondo dello stato sovrano.”                                 Saggi di economia politica (1897-1954) 

Nonno, lo dedico a te che hai combattuto la guerra di liberazione e ieri sei andato via per sempre.

24 aprile 1993 –  Lasciatemi dormire, domani mi sposo! –

Parigi, maggio 2007 – Museo del Louvre  –  “Mamma, io ho fame” – “ Mamma, io invece ho caldo”…..siamo venuti fin qui per vedere la Gioconda, dai ancora qualche minuto…..! Spettacolo! La Nike di Samotracia mi aspetta in cima ad una gradinata imponente….. Si è salvata nel 1939, è stata nascosta fin dallo scoppio della guerra! La Vittoria alata è tornata…..

2018 – Professoressa, sapeva che l’Università inglese di Oxford nel 1955 ha conferito la laurea honoris causa a Ludovico Einaudi, il compositore?

 È scritto qui, nella motivazione: “Einaudi ha fatto molto per la salvezza del suo Paese. Egli è oggi la più rispettata di tutte le figure d’Italia, e agli occhi degli stranieri simboleggia il risorgere di un Paese che, dopo vent’anni di dittatura ed i grandi disastri della guerra, ha ritrovato il suo posto onorevole fra le nazioni libere del mondo”

Leggi bene…. La laurea fu conferita a Luigi……Luigi Einaudi, suo nonno! Il primo Presidente della Repubblica italiana!

Non tutto quello che so della guerra sta in un breve catalogo di memorabilia.

Quello che invece non so della guerra lo devo solo a questo lungo tempo di pace!

Buon 25 aprile 2020 !

Adelinda Zanfini

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