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Lettera a un paziente che non ho salvato

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Lettera ad un paziente che non ho salvato.

Noi vi mentiamo, non diciamo esattamente la verità quella più cruda, per non farvi paura.
Cesare, ti ho promesso che tutto sarebbe andato bene, sai ti ho pensato in questo mese e ti immaginavo al sicuro nel grande ospedale milanese, pensavo lì certo sapranno guarirlo e la mia promessa diventerà reale.
Mi ripromettevo di telefonare ai colleghi per sapere come stavi ma alla fine non chiamavo mai. Il caso o forse il destino ieri mi ha portato a scorrere la lista dei caduti e trovarci il tuo nome ed i tuoi occhi che ho incrociato un giorno mentre ti dicevo ” andrà tutto bene” mi ha stretto il cuore in una incontenibile tristezza, e ti chiedo scusa di averti fatto una promessa che poi si è rivelata vana come la vita.
Spero che tutto questo dolore che ci portiamo dentro un giorno ci sarà utile.
Io Cesare purtroppo non credo nel paradiso, ma nel caso esistesse credo che tu e tutti gli altri vi meritiate il posto d’onore.

La tua anestesista.

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