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Aggiornamento Coronavirus: in Calabria quattro nuovi casi

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Covid-19 Aggiornamento martedì 5 Maggio

“Una bugia fa in tempo a compiere mezzo giro del mondo prima che la verità riesca a mettersi i pantaloni”

(Sir Winston Churchill)

I contagi in Calabria fanno segnare solo quattro casi: nulla rispetto alle settimane di marzo. E’ il segnale chiaro dell’arretramento del virus nella nostra regione. I guariti, intanto, sono saliti a 356 ed è il dato più incoraggiante. Ieri è partita la “fase 2” e sono tornati a casa centinaia di calabresi che erano stati costretti a rimanere in Settentrione. Centinaia i tamponi eseguiti per valutare il loro stato di salute. Il rientro a casa coinciderà con un periodo di quarantena.

La situazione nell’Alta Calabria e la bassa carica virologica del Covid-19

Il nemico nascosto. Due “positività” deboli: sono la traccia dell’azione subdola del virus. Il segnale di nuovi contagi arriva da Paola ma conferma una bassa carica virologica del “mostro”. Il Covid-19 è ancora in agguato nell’Alta Calabria ma con minore capacità d’aggressione. Da venerdì ad oggi sono stati registrati due casi a Rogliano, due a Torano, due ad Altomonte e adesso i due nella cittadina tirrenica. Nessuno degli infettati è però finito in ospedale e, anzi, tutti mostrano assoluta asintomaticità. Ciò significa che il quadro epidemiologico, rispetto alle tragiche e difficili settimane di marzo e alle successive della prima parte di aprile, è sostanzialmente cambiato. Il virus si diffonde, s’insinua nei corpi ma non riesce a ferire come prima. E questa è davvero una buona notizia. Ieri nel Cosentino sono state dichiarate “guarite” 15 persone.

«L’epidemia è in fase calante» afferma con cuato ottimismo il direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Cosenza, Mario Marino «ma bisogna evitare un calo di tensione. Occorre mantenere tutte le precauzioni adottate e non mollare di un centimetro sul distanziamento sociale e sull’uso dei dispositivi di protezione individuale. Altrimenti rischiamo di fare passi indietro».

Ieri sono stati fatti più di cinquecento tamponi nell’area della provincia per verificare la posizione di tanta gente che rientrava a casa dopo 60 giorni di “confino” in Settentrione. I risultati dei test si conosceranno entro 48 ore.

Attesa c’è pure per gli altri tamponi eseguiti su una ventina di persone collegate al focolaio di “Villa Torano”: anche l’esito di questi esami potrebbe rivelarsi fondamentale per capire che tipo di espansione potrà ancora avere il Covid-19.

La mappa dei contagi

Territorialmente, i casi positivi sono così distribuiti:

Catanzaro: 46 in reparto; 2 in rianimazione; 60 in isolamento domiciliare; 76 guariti; 32 deceduti. Cosenza: 22 in reparto; 285 in isolamento domiciliare; 122 guariti; 29 deceduti.

Reggio Calabria: 18 in reparto; 2 in rianimazione; 133 in isolamento domiciliare; 87 guariti; 16 deceduti.

Crotone: 7 in reparto; 46 in isolamento domiciliare; 54 guariti; 6 deceduti.

Vibo Valentia: 53 in isolamento domiciliare; 17 guariti; 5 deceduti.

Le persone in quarantena volontaria sono 5.326 così distribuite:

Cosenza: 418

Crotone: 1.694 –

Catanzaro: 1.907

Vibo Valentia: 179

Reggio Calabria: 1.128.

I rientri in Calabria che ad oggi sono stati registrati sul sito della Regione Calabria sono 22.011. Di questi, i rientri registrati per ritorno alla residenza a partire dal 4 maggio sono 4.355; 697 sono le registrazioni per ingressi in regione legati a motivi di lavoro, salute e attività istituzionali.

L’azione del Governo contro l’ordinanza della Santelli contestato dagli avvocati della Regione

Per Andrea Di Porto, Oreste Morcavallo e Massimiliano Manna il ricorso presentato dal Governo «è inammissibile per difetto di giurisdizione». L’organo idoneo a giudicare tale controversia sarebbe la Consulta per come risulta dall’articolo 134 della Costituzione. «Il tono costituzionale – scrivono gli avvocati nella memoria di costituzione consegnata al Tar – del conflitto sussiste quando le Regioni non lamentino una lesione qualsiasi, ma una lesione delle proprie attribuzioni costituzionali. Vanno, dunque, distinti i casi in cui la lesione derivi da un atto meramente illegittimo (la tutela dal quale è apprestata dalla giurisdizione amministrativa), da quelli in cui l’atto è viziato per contrasto con le norme attributive di competenza costituzionale».

«Carenza d’interesse» Secondo i difensori della Regione, l’atto emanato dalla governatrice Jole Santeli non è illegittimo. «Ne consegue, in definitiva – si rileva ancora nella memoria -, che l’ordinanza contingibile ed urgente quivi impugnata trova sicuro fondamento normativo nei poteri riconosciuti dal terzo comma dell’articolo 32 della legge 833/1978 al presidente della Regione Calabria». Non solo. «L’ordinanza impugnata – prosegue la memoria – è pienamente conforme ai principi di adeguatezza e proporzionalità, espressamente richiamati dall’articolo 1, comma 2, del decreto legge 19/2020, che richiedono di modulare le misure limitative di prerogative costituzionali al “rischio effettivamente presente su specifiche parti del territorio” (non a caso nell’ordinanza impugnata si sottolinea l’adeguatezza e proporzionalità delle misure adottate in relazione alla specificità della Regione Calabria quanto al rischio contagio)».

I sindacati chiedono soldi e premi per medici e infermieri

Le segreterie regionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Calabria hanno inviato un sollecito alla presidente della Regione, Jole Santelli, al direttore generale del dipartimento Tutela salute, Antonio Belcastro e al commissario ad acta per il Piano di rientro dal debito sanitario, Saverio Cotticelli, per ribadire la richiesta alla Regione Calabria di riconoscere al personale sanitario del comparto e dell’area medica impegnato nell’emergenza da Covid-19 le misure di sostegno economico introdotte dal decreto Cura Italia, che ne ha stanziato le relative somme distinte per Regione e di valutare la possibilità di assicurare ulteriori premialità da finanziare con le risorse aggiuntive regionali.

«Ad oggi, purtroppo – proseguono le tre sigle sindacali -, nessun riscontro è stato dato alla nota in questione nonostante la richiesta sia stata reiterata in sede di videoconferenza e nonostante le assicurazioni ricevute sia in quell’occasione sia nelle successive interlocuzioni telefoniche avute con il commissario ad acta. Molte Regioni hanno già riconosciuto gli incrementi economici ai propri operatori sanitari e sono già pronte a procedere a ulteriori incrementi alla luce dei contenuti del Protocollo per l’individuazione e destinazione di specifiche risorse finalizzate a remunerare le particolari condizioni dei lavoratori impegnati nell’emergenza Covid-19 negli enti e Aziende del Ssn sottoscritto il 29 aprile scorso fra la Conferenza delle Regioni e le organizzazioni sindacali».

Un pensiero felice a tutti. Buona giornata. Coraggio. E… grazie.

Arcangelo Badolati

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