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Le decisioni di pochi intimi

Bata - Via Roma - Acri

Apprendo dagli organi di stampa e dai social che a breve sarò chiamata ad approvare sia il consuntivo relativo al 2019 sia il bilancio di previsione per il 2020. Appare lontano il tempo in cui più di un componente dell’attuale maggioranza, che sedeva nei banchi dell’opposizione, lamentava all’allora sindaco che non si discuteva nelle apposite commissioni né di bilancio né dei progetti che riguardavano la città. Né può essere addotta come alibi l’attuale situazione di emergenza, perché molteplici sono gli strumenti per poter comunicare e tenere riunioni e/o commissioni soprattutto in vista dei consigli. Remoto è il tempo in cui si è discusso di bilancio, remoto è il tempo in cui si è tenuta una commissione lavori pubblici. “Abortita” la tanto decantata legge 24 con cui per grazia ricevuta da parte dell’ex presidente regionale, Acri avrebbe visto le proprie strade asfaltate, l’amministrazione si avvia a stipulare un mutuo che servirà non solo a bitumare le strade ma anche a realizzare due rotatorie. Il termine “mutuo” mi risuona ancora nelle orecchie; quanti attacchi e accuse! Ora a parti invertite il mutuo si può fare! Certo le strade vanno sistemate visto che, nonostante le varie visite fatte dagli “onorevoli esponenti regionali” nella nostra città negli ultimi tre anni, non è stato fatto nessun intervento serio sulla viabilità; penso che la somma prevista non sia nemmeno sufficiente a risolvere la situazione disastrosa in cui versano le strade su tutto il territorio comunale e mi chiedo anche se le rotatorie siano davvero necessarie oppure, in questo particolare momento, altre sarebbero le priorità. Approviamo progetti nuovi e non pensiamo a come salvaguardare e tutelare l’esistente. Non parliamo della segnaletica che andrebbe rifatta, non parliamo di ridisegnare tutti i parcheggi esistenti nelle varie zone del paese. Perché non si fa una discussione generale sul  “piano traffico”? Perché non si discute di come rendere più agevole la viabilità su alcuni tratti, come ad esempio il tratto di strada dove ora è ubicata la Caserma dei Carabinieri, la cui strada è priva di parcheggi sia per le forze dell’ordine sia per gli utenti? Altra storia è quella di vedere la pista ciclabile utilizzata come tale. Altra storia sono i parcheggi per disabili che a breve torneranno ad essere occupati da chi ha fretta di trovare un posto dove “buttare” la macchina per andare a prendere un caffè, per andare un “attimo” a pagare la bolletta o a prelevare al bancomat, oppure per andare un “attimo” in farmacia. Altra storia sono le macchine che vedremo parcheggiate sui marciapiedi o sull’isola pedonale perché, se andiamo nelle grandi città ci fa piacere passeggiare, mentre ad Acri dobbiamo entrare nei bar o nei negozi con la macchina. Ma certo noi consiglieri di minoranza siamo considerati solo in funzione del voto che dovremmo esprimere in consiglio; per la maggioranza la funzione del consigliere (e non solo di minoranza) è solo quella di prendere visione delle carte pochi giorni prima dei consigli e per il resto tutto va bene, dimentichi del fatto che la città la viviamo tutti. La viviamo noi consiglieri di minoranza; la vivono i cittadini tutti che per quanto appaiono spesso rassegnati, delusi o distratti, hanno una dignità e democraticamente vorrebbero essere parte attiva di scelte che condizionano il nostro vivere quotidiano e futuro, ma tutto questo non è importante, l’importante è lasciare un segno in questi 5 anni di gestione, positivo o negativo poco importa, per il momento le decisioni spettano a pochi “intimi” e si continuano a lasciare mutui e debiti, poi si vedrà.

Anna Vigliaturo, consigliere comunale di opposizione

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