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“Io non ci sto”

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«E sembra un sabato qualunque, un sabato italiano, il peggio sembra essere passato…» canticchiava Sergio Caputo nel 1983 e come dargli torto a giudicare dai pargoli festanti che giocano in cortile, sotto lo sguardo vigile dei genitori che fanno finta di sbracciarsi per redarguirli quando la distanza diventa inferiore al metro e sono pure senza mascherina (diventata una barzelletta da raccontare per almeno altri 100 anni).

Gli omaggi alla resilienza del popolo italiano in questi giorni si sono sprecati, come gli interessati riconoscimenti al personale sanitario tutto e ai rappresentanti delle forze dell’ordine, questi ultimi soventemente costretti a districarsi fra autocertificazioni mutevoli e disordinati dispositivi ordinanti.  

Eppure basterebbe guardarsi intorno per capire che la toponomastica delle vie cittadine forse vorrebbe dirci qualcosa in proposito. Qualcosa che troppo spesso dimentichiamo perché siamo in altre faccende affaccendati, qualcosa che ci costringerebbe a riflettere sul valore della vita e sul prezzo pagato da servitori dello stato e liberi cittadini, eroi di ieri dimentichi di oggi.

Io non vi ho dimenticati. Vi ho interiormente salutati tutte le volte che sono passato davanti alle targhe stradali che custodiscono il vostro ricordo, vi ho chiamati per nome e vi ho restituito la dignità che vi è dovuta. Per uno strano scherzo del destino o più probabilmente per ovvi motivi, nella mia città siete tutti nello stesso quartiere: Antonino Scopelliti che incrocia Libero Grassi, Rosario Livatino che si dipana da Sergio Cosmai confluente in Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e infine Giuseppe “Peppino” Impastato che puntualmente mi disvela il nuovo giorno.

Lo stesso “Peppino” al quale dobbiamo la frase «Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà.» Quella bellezza che magistrati come Agostino Cordova, Luigi De Magistris, Federico Cafiero De Raho e Pierpaolo Bruni, hanno cercato o stanno ancora cercando di riportare nella nostra martoriata terra. Manca volutamente il Procuratore Nicola Gratteri, per il semplice fatto che troppo spesso è stato in predicato di diventare Ministro della Giustizia, per cui la sua azione giudiziaria viene spesso oscurata da un presenzialismo spinto che ne offusca l’immagine integerrima.

«Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi.» (Aldo Moro)

Giuseppe Donato

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