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A pensar male si fa peccato, ma spesso ci s’azzecca

Bata - Via Roma - Acri

L’attività politica di Giulio Andreotti, così come i suoi guai giudiziari, è stata consegnata alla storia e certo ognuno se ne fa una sua personale opinione. E’ tuttavia indubbio che abbia anche lasciato icastici aforismi. Tra i più celebri: “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”.

Era nell’aria, ma fino all’ultimo abbiamo sperato in un salomonico ripensamento, ma le nostre speranze sono state deluse.

L’amministrazione comunale, con un laconico messaggio sulla mail del presidente del Collettivo HortusAcri, comunica la sua intenzione di voler smantellare la Piazza P48,  “donata la scorsa estate al Comune in forma generosa e gratuita, realizzata a metà di Corso Pertini, di cui ci facciamo carico di cura e manutenzione”.

A proposito di questa piazza, “che peraltro si inscrive in un disegno più ampio di rigenerazione di tutto il Corso Pertini, purtroppo l’amministrazione comunale ci comunica, senza motivazioni oggettive e esplicite, la volontà di trasferirla altrove, decretandone quindi la morte”.

Passo indietro. Questa installazione, che nel corso del tempo le famiglie acresi hanno imparato ad apprezzare e utilizzare e i turisti a fotografare, fu realizzata sul finire della scorsa estate, con un impegno e una passione che ho potuto personalmente testimoniare a che andrebbero incoraggiati e premiati.

A distanza di qualche settimana, salta fuori che entro ottobre, cioè a distanza di poche settimane, quella creatura andava demolita, per effetto di una disposizione contenuta nello stesso documento del Comune che l’aveva permessa.

Sono passati otto mesi e la piazza è ancora là, frequentata da bambini in festa e turisti che vi trovano un motivo per la loro fotocamera.

Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, l’assessore alla Cultura Mario Bonacci ha spiegato i progetti dell’amministrazione comunale anche per il centralissimo Corso Sandro Pertini, che, nelle intenzioni, dovrebbe diventare un museo a cielo aperto, sul modello, per intenderci, di Corso Mazzini a Cosenza.

L’idea non ci dispiace. Ma se è così, assessore Bonacci, ci spiega perché dovrebbe demolire, perché di questo si tratta e non di spostamento, una installazione che ci sta come il cacio sui maccheroni? Motivi validi facciamo fatica a trovarne. A meno che non ritorniamo ad Andreotti.

Non sfugge a nessuno che l’amministrazione comunale abbia sposato alcuni progetti, a discapito di altri. Nel senso che per questi non c’era una lira e per gli altri ci si è adoperati a trovare il gruzzolo necessario.

Non sfuggono neanche le commistioni e certe decisioni, stranamente avallate anche dalle minoranze consiliari, che hanno portato a una cittadinanza onoraria eufemisticamente forzata. Sulla pagina facebook ufficiale del sindaco è scritto “Acri custode del terzo Paradiso” di Michelangelo Pistoletto, come se questo fosse il vanto più significativo della nostra storia e della nostra cultura. Assessore Bonacci: faccia in modo di far rimuovere questo obbrobrio (mi riferisco alla pagina Facebook, ovviamente)!

Per quanto riguarda la piazza, ci convinca che non è una ritorsione, perché il sospetto c’è e vorremmo fugarlo.

Almeno che certe scelte non riecheggino il navigato Andreotti: “meglio tirare a campare che tirare le cuoia”.

Piero Cirino

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