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Intento speculativo e impegno politico

L’interesse speculativo muove spesso l’uomo nelle sue azioni quotidiane. Questo assioma vale ancora di più in politica dove, per tempo, il fumo non solo ha occultato quanto è stato venduto. Vorremmo, anzitutto, sgombrare il campo da qualsiasi riferimento specifico o geograficamente ben definito. Il nostro intento non sono i singoli ma le azioni e la loro portata in termini generali. Leggiamo sempre più spesso di fantomatici “salvatori della Patria” che si riempiono la bocca di popolo, di interesse pubblico ma è assai facile intravvedere dietro ogni loro azione – tesa, in genere, alla difesa di interessi frazionali – un tentativo evidente di visibilità e un intento speculativo malcelato. Così, ogni minima cosa diventa un pretesto per comparire sui media, farsi notare, dire costantemente ai propri elettori – o presunti tali – “ecco, io mi sto muovendo, sto facendo rumore, scrivo, quindi vi rappresento”. Un minimo di conoscenza dei meccanismi della politica e della democrazia rappresentativa permetterebbe, non infrequentemente, di capire che l’azione politica è fatta di impegno quotidiano, di argomentazioni, di lotte, condotte con determinazione, caparbietà, capacità di cercare consensi su argomenti di interesse generale. Il cercare visibilità ogni giorno, sollevando il più  delle volte questioni minimali o imprese appena avviate, non solo non serve ma finisce alla lunga per insterilire l’azione stessa, in quanto i continui annunci e proclami, senza una rendicontazione dei risultati, stancano i lettori e, soprattutto, gli elettori. Non c’è bisogno di comunicare ogni settimana che si sta scrivendo, si è chiesto questo o quell’incontro, serve, semmai, periodicamente, dare conto dei risultati concreti delle loro azioni, sia che provengano da chi governa che da chi ha il sacrosanto dovere di controllare e fare le pulci.

Immaginiamo un falegname a cui è dato l’incarico di costruire l’arredamento di una casa. Cosa direbbe il committente se, ad ogni chiodo piantato o ogni tavola fissata, ricevesse una notifica da parte dell’artigiano? Al committente interesserebbe, semmai, essere informato periodicamente sullo stato di avanzamento dei lavori e non sulle chiacchiere.  

Oggi, sempre più spesso, assistiamo in politica a costanti dichiarazioni di impegno da parte di taluni, senza mai un segno di concretezza di queste azioni in termini di risultati. E’ come se la necessità di apparire prevalesse su qualsiasi altro interesse. Non è importante quello che si fa quanto la costante notifica dell’impegno profuso. L’apparire, insomma, prevale in modo assoluto sull’essere.

La nostra generazione ha conosciuto, ai vari livelli, politici e politicanti: i primi, in numero esiguo, hanno speso parte della loro vita a lottare fino allo stremo per ottenere risultati, sacrificando spesso la loro immagine pubblica e la loro vita privata. I secondi, assai più numerosi, si sono sempre e solo preoccupati di apparire, mettersi in mostra. Com’è finita? Che i primi sono stati spesso oggetto di attacchi e imboscate, non infrequentemente alimentati da chi, per paura di essere oscurato, aveva interesse a demolire l’azione di chi lavorava. In tal modo i demagoghi davano un senso alla loro esistenza.  In questo perverso meccanismo dell’apparire, si inserisce, poi, nei tempi di internet e dei social, un’altra categoria, quella dei “benpensanti”, ossia di coloro che, senza mai esporsi in prima persona, sono pronti a criticare l’operato altrui e a gridare allo scandalo. Questa categoria non ama impegnarsi direttamente o proporre alternative concrete ai problemi che solleva. Molto più comodo criticare che impegnarsi. In fondo, in qualsiasi stagione, questi personaggi sono sempre in grado di darsi un tono. Il qualunquismo non tramonta mai. E’ l’esercizio più semplice del mondo, criticare ogni cosa, senza mai proporre alternative. Spesso l’azione di critica è basata solo su simpatie o antipatie personali, tant’è vero che, molti di questi signori, tacciono per lungo tempo (e non certo per mancanza di argomenti!) e sono pronti a ricomparire a seconda degli interpreti e delle condizioni. Quest’ultimo aspetto ne mina molto la credibilità, ma tant’è! Chi volesse una riprova di quanto sostenuto, vada su un sito di un qualsiasi quotidiano o organo di informazione: alla fine di ogni articolo si troveranno i commenti di fior di benpensanti, il più delle volte basati sul nulla.

Noi continueremo a credere in un mondo in cui ciascuno possa essere sé stesso e agire senza condizionamenti di sorta. Il coraggio delle proprie azioni e la coerenza nel manifestarle. 

“Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola” (P. Borsellino).

Massimo Conocchia

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