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Padre Arcangelo Guzzo: autodidatta che mise il suo sapere al servizio di tutti

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Non so quanti lo ricorderanno. Quelli della mia generazione certamente. Padre Arcangelo, originario di San Giovanni in Fiore, è stato per oltre mezzo secolo al servizio della comunità acrese e non solo per ciò che attiene alle tematiche puramente religiose. Padre Arcangelo conosceva benissimo il Latino e il Greco e aveva una straordinaria capacità di trasmettere, in maniera semplice ed immediata, le sue conoscenze ai numerosi studenti – e tra questi chi scrive – che quotidianamente affollavano la sua cella ai Cappuccini. Aveva una voce altisonante e un fare che, a una osservazione superficiale, poteva inizialmente sembrare sbrigativo ed essenziale. Praticandolo, ci si poteva rendere conto delle sue straordinarie doti umane e della sua enorme preparazione, acquisita sul campo, da autodidatta. Era in grado di tradurre all’impronta e, mentre lo faceva, scomponeva il periodo in maniera che l’interlocutore imparasse e acquisisse gli strumenti essenziali per districarsi nelle traduzioni sia di Greco che di Latino. Ogni regola veniva proposta non pedissequamente, a memoria forzata, ma attraverso esempi di facile memorizzazione, talvolta con aneddoti curiosi, costruiti appositamente per rendere più agevole l’apprendimento. La sua didattica  era immediata e colloquiale, sdegnosa di quella componente enfatica e autoritaria, che, ai tempi, contraddistingueva molta parte della didattica ufficiale.

In definitiva, vari sono gli elementi che hanno decretato nel tempo il successo della didattica del padre cappuccino di ci sentiamo oggi di onorare la memoria. Tra questi, al di là del fatto che si trattava di lezioni prestate a titolo gratuito (cosa non secondaria per le magre tasche di molti), c’era sicuramente un metodo didattico innovativo, senza fronzoli, senza superbia. L’estrema umiltà di padre Arcangelo era una delle sue doti caratterizzanti, per cui non c’era timore da parte di chi voleva apprendere nè c’era lo spauracchio del voto o di una valutazione negativa. Dopo avere rapidamente sondato il livello dell’interlocutore, padre Arcangelo era capace di personalizzare, e al tempo stesso armonizzare, il metodo di insegnamento a seconda di chi si trovava a dovere preparare. Ricordo la sua costante disponibilità tutte le volte che ci trovavamo di fronte a una versione difficile. Da quelle lezioni uscivamo più sereni e maggiormente in grado di affrontare le sfide e che quotidianamente ci trovavamo davanti. Per molte generazioni quel supporto disinteressato e spontaneo ha rappresentato un punto di riferimento. A quella fonte abbiamo attinto in molti e senza riserve. Ci sentiamo oggi di ricordare lo straordinario impegno e la non comune disponibilità, oltre alle doti umane e la notevole preparazione. Non sappiamo se sia in grado di coglierlo, ma siamo sicuri che, se ci fosse un Paradiso, il suo posto se lo sarebbe ampiamente guadagnato e, da lì, sorriderebbe compiaciuto del fatto che  il suo ricordo sia ancora vivo in molti. Grazie!

Massimo Conocchia

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