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Quando l’opposizione latita

Sono ormai tre anni che sul campo neutro di Palazzo Gencarelli stiamo assistendo alle performances della consiliatura Capalbo, partita in sordina per l’handicap rappresentato dal dissesto finanziario dell’ente, ma a quanto pare perfettamente in grado di resistere ai violenti urti, talvolta provenienti dalle file della stessa maggioranza, con inaspettati capovolgimenti di fronte e roboanti avvicendamenti nella formazione assessorile.

Una consiliatura che dovrebbe portare nel 2022, almeno nelle aspettative chiaramente enunciate, alla riconferma dell’attuale Sindaco che dopo aver superato indenne gli scossoni derivanti dai capitomboli del gotha regionale del partito di Zingaretti (si sussurra ancora per poco!), sembrerebbe intenzionato a puntare lo scanno della cosentina piazza XV marzo (non quello di Bernardino Telesio!), soffiandolo all’attuale presidente Iacucci e contendendolo molto probabilmente all’altro astro nascente della Sibaritide, Flavio Stasi, senza perdere di vista eventuali outsiders che potrebbero sortire dalla tornata elettorale amministrativa ormai alle porte.

Sarebbe un viatico non indifferente per il prosieguo dell’opera avviata nel centro presilano, che al momento sembrerebbe assicurato anche per l’assenza di una opposizione che fatica ad esprimere un leader carismatico in grado di competere con il lanciatissimo Capalbo. Scarni gli argomenti finora addotti e impercettibile risulta l’apporto della minoranza/opposizione, azzoppata dallo scambio di consiglieri in entrata ed in uscita da far rabbrividire il calciomercato, con le contraddizioni plasticamente evidenziabili dei consiglieri Intrieri e Caiaro dall’altra parte della barricata a contrastare l’assessore Gabriele, che fino a prova contraria proverrebbe dalla stessa area politica!

Per onestà intellettuale non mi sottraggo ad evidenziare anche il passaggio dell’aspirante Sindaco Bonacci, che ha colto la possibilità di prestare soccorso alla giunta Capalbo, quasi come se si trattasse di una sorta di testimone da consegnare al Sindaco del futuro, che in mancanza di sfidanti degni di questo nome potrebbe certamente ritrovarsi la strada spalancata verso il secondo mandato.

Preme però sottolineare che l’annus horribilis in fase discendente ha contribuito non poco ad ovattare gli eventuali screzi residuati nella compagine assessorile, per cui mi atterrei all’espressione usata tempo addietro da Oscar Farinetti, patron di Eataly, con la quale invitava i sostenitori dell’allora premier Renzi a ritornare ad essere simpatici, perché dopo un po’ che ci si trova a governare si corre il rischio di diventare antipatici. Come si fa a ridiventare simpatici? Lo suggeriva lo stesso Farinetti invitando esplicitamente ad esternare le proprie paure, le proprie debolezze e gli aspetti più umani che si celano dietro agli apparentemente algidi detentori del potere.

Bisogna convincere il cittadino che la già citata compagine assessorile, capitanata dal Sindaco, vive o fa suoi gli stessi problemi che affliggono l’intero territorio comunale, senza distinzione fra centro e frazioni, con la differenza rappresentata dal mandato elettorale che li impegna a determinarsi a tutti i livelli istituzionali per la risoluzione degli stessi o per la rimozione degli ostacoli che ne attentano il compimento, per riempire di contenuto la frase “Sarò il Sindaco di tutti i cittadini”.    

«I grandi odiatori odiano sé stessi. Si ammalano di odio. Puntano la pistola contro qualcuno per non puntarla contro sé stessi» (Edoardo Albinati)

Giuseppe Donato

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