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(Pro)st(r)ato in emergenza

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È di questi giorni la notizia di una probabile proroga dello stato di emergenza che procrastinerebbe l’attuale termine, stabilito al 15/10/2020, traslandolo al 31/12/2020 con tutto ciò che ne consegue relativamente al dispiegamento della catena di comando che in questi casi impone al Capo del Dipartimento di Protezione Civile di emanare le ordinanze (OCDPC), ove non si fosse stabilito diversamente nel documento di dichiarazione dello stato di emergenza, curandone in ogni caso l’attuazione e delegando ad eventuali commissari la ricognizione dei fabbisogni per gli interventi necessari a fronteggiare l’emergenza stessa.

L’organizzazione capillare della Protezione Civile consente alla “macchina operativa” di dispiegarsi sul territorio in tutte le sue declinazioni amministrative (regioni, province e comuni) e quindi di delegare ad un soggetto attuatore compiti specifici a seconda dei settori interessati dall’emergenza.

Lo stato d’emergenza è stato dichiarato il 31/01/2020 per un periodo iniziale di 6 mesi (fino al 31/07/2020) e nel Febbraioscorso il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, ha nominato soggetti attuatori nei competenti settori di protezione civile e sanità i Presidenti delle Regioni, originando a detta di molti giuristi un “vulnus” in quelle con la Sanità commissariata (Molise e Calabria).

Tralascio volontariamente di riportare la querelle scoppiata alle nostre latitudini intorno al caso dei ventilatori polmonari e passo direttamente alla nomina del delegato del soggetto attuatore, Dott. Antonio Belcastro, in precedenza a capo del Dipartimento Sanità della Regione Calabria fino all’arrivo del supermanager Dott. Francesco Bevere (ex AGENAS).

Il Dott. Belcastro in virtù della carica conferitagli con l’Ordinanza n. 50 dell’11/06/2020 valida le Ordinanze inerenti allo stato di emergenza firmate dalla Presidente Santelli, attestandone la regolarità dopo aver controllato gli atti richiamati nelle stesse, producendosi spesso e volentieri nel fornire comunicazioni a chiarimento delle stesse, quasi a testimoniare che il linguaggio burocratese utilizzato nella loro stesura, risulti indigesto persino agli addetti alla compilazione di questi delicatissimi documenti.

In una delle sue ultime produzioni, a mio modestissimo parere, il nostro Dott. Belcastro è riuscito nell’arduo compito di sconfessare un’ordinanza appena emanata dalla Presidente Santelli (68/2020), vanificandone parte del contenuto per effetto di una interpretazione che potremmo definire allegra.

Il passo incriminato risulterebbe il seguente: “È disposto, a modifica di quanto previsto in Allegato A all’Ordinanza n. 55/2020 come integrato dall’Ordinanza n. 58/2020, per tutte le attività economiche, produttive e ricreative e per gli uffici pubblici ed aperti al pubblico, l’obbligo di rilevazione della temperatura corporea per dipendenti ed utenti (…)”.

Ebbene nell’Allegato A all’Ordinanza n. 55/2020 e s.m.i si faceva riferimento alle linee guida nazionali per la riapertura delle principali attività economiche, prevedendo una serie di accorgimenti che contemplavano anche la facoltà di rilevare la temperatura corporea degli avventori e, per il commercio al dettaglio, in particolar modo per supermercati e centri commerciali. Nel momento in cui nella recente ordinanza si dispone “a modifica di quanto previsto” e “per tutte le attività economiche, produttive e ricreative” ecc., si supera di fatto la facoltà di rilevare o meno la temperatura e se ne stabilisce l’obbligo per tutti e soprattutto per supermercati e centri commerciali.

L’interpretazione del Dott. Belcastro esposta nella comunicazione Prot. N. 308112 del 26/09/2020 invece è la seguente: “L’obbligo di rilevazione della temperatura corporea riguarda le attività (economiche, produttive e ricreative, di cui all’ordinanza n. 55/2020 e s.m.i.), per le quali era già prevista in maniera facoltativa. In particolare per quanto riguarda il commercio al dettaglio, l’obbligo è, pertanto, applicabile unicamente a supermercati e centri commerciali.”

Intelligenti pauca.

Giuseppe Donato      

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