fbpx

I boschi pubblici di Acri

Il comune di Acri possiede un notevole patrimonio forestale, costituito da tre boschi in loc. Galluzzo, Gallice e Varrise; ad onor del vero la proprietà ufficiale sarebbe ben più corposa se  si considerasse l’ex bosco di Pietramorella, nell’ottocento il più grande (oltre mille ettari) bosco di farnetto (varietà di quercia) del mediterraneo, oggetto però prima delle usurpazioni da parte di grandi proprietari e poi delle occupazioni  delle terre dell’immediato secondo dopoguerra, che ne hanno di fatto tolto il possesso al Comune di Acri e determinato la distruzione di gran parte del soprassuolo forestale.

I tre boschi ora in possesso del comune assommano a quasi 500 ettari, versano in condizioni molto diverse e sono stati dal comune molto trascurati negli ultimi decenni; i boschi di Varrise (50 ettari) e di Galluzzo (350 ettari) sono boschi essenzialmente di pino silano (pino nero Laricio) in parte frutto di rimboschimenti ed in buono stato vegetativo, diverso il caso del bosco Gallice, frutto quasi interamente di rimboschimenti con l’uso di diverse conifere, ma soprattutto interessato da un disastroso incendio alcuni anni fa.

Le amministrazioni comunali si sono sempre mostrate poco interessate al loro patrimonio forestale – se non per fare cassa – come d’altra parte l’amministrazione regionale, ed infatti i boschi comunali come quelli regionali non vengono assoggettati da almeno cinquant’anni alle ordinarie pratiche selvicolturali, cosa indispensabile per boschi che non siano riserva biogenetica.

Trascurare gli interventi selvicolturali -in modo particolare nei boschi frutto di rimboschimento- comporta la crescita esponenziale dei danni da incendi, avversità atmosferiche e biologiche; i boschi crescono troppo fitti e con piante troppo sottili, cosa che ne riduce anche il valore economico.

Sia il bosco Varrise che quello Galluzzo necessiterebbero di ordinari interventi selvicolturali, mirati allo sfoltimento del soprassuolo forestale ed alla pulitura del sottobosco, per migliorare il bosco stesso ed al contempo ridurre il pericolo di incendi, salvaguardandone beninteso il valore naturalistico; discorso a parte per Gallice, che essendo stato gravemente danneggiato da un incendio richiederà interventi particolari e molto più onerosi.   

Flavio Sposato

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Contenuto protetto!