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Una curiosità: chi inventò il playback?

Se rivolgessimo la domanda posta nel titolo si risponderebbe variamente.

I più “acculturati” in questo campo si rifarebbero a Luciano Muratori, che lo precisa nel suo Il cinema sonoro.

Su internet si trovano vari che si attribuiscono variamente il merito della prima genitura. Uno di questi è Victor Saville, che vi dovette fare ricorso nel film Sunshine Susi.

Ci fermiamo qui e lasciamo a chi volesse di sbrogliare questa prima falsa genitura.

– Falsa? -, diranno gli amabili lettori.

Proprio così.

Il primo a usare questa tecnica fu, nientemeno, Livio Andronico (59 a.C. + 17 d..), rinomato autore latino, del quale scrivono Livio, Cicerone e qualche altro.

Era un liberto, ossia uno schiavo al quale era stata data la libertà.

La sua nascita è attribuita alla Grecia, ma, anche questo, è falso. I Romani conquistarono la Grecia il 27 a.C., perciò Livio era già nato 32 anni prima. Sottomisero, invece la Magna Grecia il 487 a.C.

Allora Il suddetto autore doveva essere magnogreco. Questa osservazione è di tanti, fra i quali il Tiraboschi, il quale fa osservare che Svetonio lo dice semigreco, insieme a Ennio. Quest’ultimo, infatti, è nato in Magna Grecia. Così riporta Ovidio:

Ennius emeruit, Calabris in montibus ortus,

continguus poni, Scipio magne, tibi.

Ognuno conosce le opere di Andronico.

Scrive un autore che dai “suoi drammi Livio (…) fu l’Autore nel portico del tempio di Pallade”, in Roma. Il popolo era entusiasta e chiese che bissasse ripetute volte quanto cantava, perciò divenne roco.

Che fare, per non venir meno alle richieste del popolo? In ventò quello che ai giorni nostri si dice playback: fece cantare un suo servo, dietro le quinte, e lui animò le parole con i suoi gesti.

Chi volesse conferma non ha che da leggere le Deche di Tito Livio.

La trovata di Livio fu, poi, adottata nel teatro latino.

Questi aspetti, che sembrano frivoli (perciò sfuggono) a noi sembrano, invece, interessanti.

La formula di Lavoisier calza col nostro assunto. Solo che bisogna rendere i giusti meriti a chi per primo ha “creato”.

In questo caso Lode infinita al nostro corregionale Livio Andronico.

Giuseppe Abbruzzo

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