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Valorizzare il Maca come nostro patrimonio identitario

Egregio Direttore,

riallacciandoci a un Tuo recente intervento a difesa del MACA ( https://www.acrinews.it/2021/03/25/lo-strano-caso-del-maca/), vorremmo provare anche noi a far sentire la nostra voce per riaffermare alcuni concetti, che non dovrebbero avere confini né etichette.  Il MACA, come Tu ricordavi, è stato una sola volta al centro di una campagna mirata a depotenziarlo e, in qualche modo, a ridimensionarlo. Per il resto della sua non breve esistenza, per fortuna, nel corso dei tre lustri che ci separano dalla sua nascita, le varie ed eterogenee Amministrazioni lo hanno di fatto mantenuto in vita e, in non pochi casi, ne hanno condiviso e patrocinato le varie iniziative culturali portate avanti. Riteniamo che ogni Amministrazione debba salvaguardare le iniziative culturali presenti e non nutriamo dubbi che anche l’attuale voglia proseguire su questa strada. Passare alla storia come promotrice di azioni tese a soffocare iniziative lodevoli, che contribuiscono a portare fuori il nostro buon nome , non è certo una nota da potere esporre sul proprio curriculum. Tutto ciò premesso, vorremmo provare a spiegare i motivi che ci vedono fermamente in difesa del MACA. Tralasciamo, per ovvie ragioni, le motivazioni di natura squisitamente sentimentale, che ci legano personalmente a colui che ha permesso la nascita di quel museo con un atto non comune di generosità e investendo tempo e fatica per produrre ogni anno iniziative diverse. L’amicizia per Silvio, di per sé,  ne siamo consapevoli, non sarebbe un buon viatico e, anzi, contribuirebbe a rendere il quadro più opaco. Ci limiteremo, pertanto, ad esporre le ragioni “pubbliche” per le quali è oltremodo conveniente tenere vivo e vitale il MACA.  In realtà come le nostre, nelle quali l’offerta economica è scarsa, l’unica cosa che si può pensare di produrre ed esportare è l’offerta culturale, sia in termini di proposte – tra le quali si inserisce senz’altro il MACA – sia in termini di valorizzazione di realtà storiche e paesaggistiche per troppo tempo sottovalutate e scarsamente sfruttate. In quest’ottica il MACA può divenire parte di un’identità patrimoniale e culturale non solo nostra ma inserita all’interno di un contesto nazionale e sovranazionale. Del resto, Vigliaturo è personalità conosciuta e apprezzata anche all’estero, quindi, in questo senso, un gioiello da esporre con orgoglio all’interno di un contesto non solo italiano. Il Mezzogiorno deve tentare di entrate all’interno del contesto europeo e mediterraneo non solo e non tanto attraverso risorse e investimenti economici, che languono , ma si deve avvalere di una progettualità culturale che gli consenta un interscambio che abbia come scopo ultimo una proposta del bene culturale come prodotto fruibile da tutti. Il MACA è già oggi una fucina culturale, grazie alle diverse iniziative che promuove; può divenirlo ulteriormente se lo consideriamo come centro propulsore di iniziative e motore di idee e proposte in grado di metterci in connessione con altre realtà e offerte. Mortificare il MACA significherebbe ridurre ulteriormente la nostra offerta culturale. La storia degli ultimi 10 anni ha dimostrato che il tentativo di delegittimazione  non era accompagnato da proposte e progetti alternativi, per lo meno a portata di mano e di tasca.  L’augurio per il presente è che il MACA possa continuare a vivere e a germogliare in modo da poter perseverare nell’esportare una bella pagina della nostra storia recente e con essa un ricordo positivo di chi ha governato. L’uomo si caratterizza per le scelte e per le azioni. “L’uomo mortale non ha che questo di immortale: il ricordo che porta e il ricordo che lascia” (Cesare Pavese). 

Cordialmente, Massimo Conocchia .

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