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Civilmente si può!

La stampa locale e i social ne danno stamattina notizia con giusta enfasi. Il Tar della Calabria sospende l’ordinanza del sindaco di Montalto Uffugo e si esprime a favore del ritorno in classe degli studenti. Più di 20.000 abitanti, un comune per molti versi simile a quello di Acri  ma con maggiore densità abitativa. 

La richiesta al Tar da parte di un gruppo di genitori, fermamente contrari al protrarsi della didattica da remoto, organizzatisi nei confronto dell’ordinanza del Sindaco emanata il 13 aprile scorso ha sortito l’effetto atteso: si rientra a scuola. Certamente sono molti anche a Montalto i casi di contagio ma questo non ha impedito ai genitori di guardare avanti. E’ certo che se anche a Acri un gruppo di genitori si organizzasse, civilmente e con la consapevolezza dei loro diritti e doveri, il risultato potrebbe essere forse lo stesso.

La chiusura della scuola fino al 26 Aprile è un errore, per i giovani, per le famiglie e per il territorio. E’ effetto di decisioni miopi, di una visione civica e familiare culturalmente distante dalle necessità di elaborare strategie collettive di convivenza con il rischio. Si tratta di una decisione civilmente dannosa, soprattutto per le generazioni più giovani.

Ci sono a Acri genitori responsabili, impegnati e interessati alla socializzazione educativa dei propri figli? Nelle zone rosse d’Italia e del Sud si è tornati a scuola, cosa rende Acri così pericolosa? Qualunque cosa sia si tratta di “fattore umano” e come tale si può certamente regolare e governare. Le estreme restrizioni che permangono sulla scuola a Acri rischiano di essere espressione di una visione pubblica incapace di assumere rischi a favore dei più giovani. Cosa aspettano i genitori a organizzarsi?  

Lunedì a Montalto Uffugo tornano a scuola gli alunni dell’infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado. Pensate che gioia per bambine, bambini, ragazze e ragazzi (e anche per i loro insegnanti). Sapranno certamente comportarsi tutte e tutti nel migliore dei modi. Intanto impareranno che si può e si deve convivere con l’incertezza. Questo risultato lo hanno voluto e ottenuto i loro  genitori.

D’altra parte conviveremo per molto tempo con il virus, dobbiamo imparare a vivere con esso, non c’è altra strada. L’azione civica e di governo si esprime soprattutto con azioni lungimiranti, aperte e capaci di accogliere e gestire rischi. Questo fanno coloro che gestiscono la cosa pubblica che dovrebbero essere “avanti” ai loro concittadini, capaci di mitigare paure, mostrarsi vicini alle più giovani generazioni e essere esempio culturale e civico. Tornare a scuola si deve, tornare a scuola si può, anche a Acri.

Assunta Viteritti

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