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Le 8 cose che mi rendono felice

Da più parti, soprattutto su Internet, ci imbattiamo quotidianamente su messaggi di questo tipo: “l’elenco delle cose che ti rendono felice” oppure “ti svelo il segreto della felicità”.

Di solito il segreto è una nuova auto, andare a vivere al mare o veder vincere la squadra del cuore. Cose semplici, spesso materiali. Qualunque cosa sia la felicità, è dentro di noi.

Tuttavia, non la riconosciamo e la immaginiamo distante e difficile da raggiungere. E così rinunciamo, lasciamo perdere, ci adagiamo. Ci adeguiamo e poco alla volta la vita perde colore.

La strada per la felicità è in realtà molto più breve e semplice di quello che comunemente crediamo. Allora perché ci sembra lunga e difficile? Perché è piena di ostacoli.

Questi possono essere di diverso tipo, ma i più comuni sono i pregiudizi e i luoghi comuni su noi stessi. Ne abbiamo fin sopra i capelli da quando eravamo piccoli. Ci dicevano che essere felici fosse difficile, che il passato avrebbe influenzato il presente.

In molti poi conoscono l’ansia, i problemi, i quali vanno affrontati di petto, anche se a volte sanno piegare le ginocchia. Questi sono soltanto alcuni degli ingannevoli ed erronei cartelli stradali che ci portano fuori itinerario.

Questi pregiudizi sono zavorre dannose: da un lato ci ancorano e non ci permettono di andare al nostro passo, mentre dall’altro ci snervano e ci impediscono di guardare verso la meta. Il risultato è una vita greve e sfocata!

Smascherare i pregiudizi significa allora recidere le corde che ci legano a questi pesi. Il risultato sarà quello di spiccare immediatamente il volo, come una mongolfiera liberata dalle ancore. Una vita senza falsi intralci è piena, consapevole, aperta.

Quando si riesce a liberarsi dai pregiudizi, le cose si possono chiamare con il loro nome, il dolore ha un senso, ogni giorno può portare i suoi frutti, le soluzioni vengono a galla. Poi i problemi trovano la giusta soluzione, la spontaneità prende il posto del calcolo, i rapporti si animano, il cuore può battere al suo ritmo.

Non è vero che essere felici è difficile. Non c’è alcuno sforzo da fare, dice  lo psicoterapeuta Raffaele Morelli. Il motivo per cui facciamo tanta fatica a essere felici, risiede nel fatto che partiamo da un’errata convinzione, secondo la quale la felicità arriva dall’esterno.

Volete sapere per me quali sono i capisaldi della felicità?

Primo: non avere aspettative. Quando faccio così di solito capitano imprevisti che mi regalano un sorriso.

Secondo: non rimproverarsi mai. Negli anni ho imparato a fare autocritica costruttiva e a restare indifferente alle critiche degli altri. Questo perché il disagio che vi procura la disapprovazione degli amici è molto forte.

Terzo: essere presenti durante le azioni minime, quando bevo un caffè, oppure cammino dando un saluto, oppure guardando il paesaggio di sempre. La felicità è adesso, nel presente, non nei pensieri oscuri sul passato. Nel futuro non c’è nulla di certo. Quindi perché vivere in queste due dimensioni temporali?

Quarto: niente bilanci o esami di coscienza. Stancano l’anima e non ci fanno sentire all’altezza.

Quinto: accettare di essere, imperfetti, disordinati. Faccio qualcosa di spensierato e senza scopo apparente e lascio che un po’ di sana spontaneità trovi spazio nella mia giornata. Senza un po’ di follia non c’è contentezza.

Sesto: non pensare! Se chiudo gli occhi e resto in silenzio prima o poi la gioia arriva.

Settimo: sì al sano egoismo. Non ascolto più chi mi offre consigli che non sento di approvare: mi fido solo del mio istinto, quello che sgorga da dentro, senza cadere vittima di una falsa morale confezionata dall’esterno.

Ottavo: non guardare sempre l’ora. Il mio benessere sta nelle chiacchierate con alcune amiche, dove il primo piacere sta proprio nel tempo sprecato, quando ci dimentichiamo l’orologio per stare semplicemente insieme.

Io mi fermo qui, per essere felici questi punti mi bastano e avanzano. E voi quali consigli dareste per scoprire la vera felicità?

Elena Ricci

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