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Un miracolo

Benedetto Croce, in gioventù collaborò a diversi periodici, fra questi c’è il napoletano Giambattista Basile, nel quale pubblicò – col titolo, che abbiamo conservato – una lettera di tal Paolo Landi, scritta da Cales il 3 maggio 1586.

Vi si tratta di un “miracolo” accaduto in Londra. La cosa potrebbe sembrare di poco conto se don Benedetto non ci informasse che, perfino, il Summonte “trasse da esso la narrazione del miracolo, che si legge nel Lib. X, cap. II della sua Historia della città di Napoli”. Il Croce si chiede: “come c’entrava in una storia di Napoli? È un a proposito che, come molti degli a proposito delle conservazioni, è, viceversa, un a sproposito”.

A parte tutto ecco, in sintesi, cosa avvenne. Questo è quanto premesso dal Summonte: “d’una lettera / venuta novamente / dalla fortezza di Cales / nella mag. Città di Venetia / Nella quale si legge il grande et spavento / so successo avvenuto in Londra città / principale d’Inghilterra alli 24 / d’Aprile 1586 / ove s’intende che mentre in essa città si recitava / una Comedia in dispregio della S. Fede, ivi spa /ventevolmente apparsero molti Diavoli dall’ / Inferno e via se ne portarono i Recitanti, / con la morte de molti, et altre cose no /tabili et meravigliose da sapere”.

È qui condensato quanto avvenne e contenuto nella lettera. In essa si precisa, che in Londra era uso “recitar comedie” e un signore, in quei giorni, fece recitare una in una sala del suo palazzo. Si precisava: “fra molti apparenti intermedii, che ci dovea intervenire, in uno fu concertato, per dispregio di nostra santa fede, che un Prete vestito da Magnifico, et un chierico vestito da Zanni, sacerdotalmente apparati, dovessero sopra un Altare celebrar la Messa, et pervenuti alla elevatione dell’Ostia, dovesse comparire uno vestito da Diavolo, et con molto furore rapir detta Ostia dalle mani del prete”. Pervenuti a questo punto della recitazione “ecco furiosamente il finto Diavolo coparire, ma non così tosto si pose le mani all’Ostia per farne stratio che molti veri et horrendi Diavoli dell’oscure e profonde cave dell’inferno usciti quivi visibilmente si viddero per l’aer caliginoso venire, et con molta furia de urli et spaventi via se ne portarono il Magnifico vestito da prete, i chierico e il finto Diavolo, ed altri principali recitanti di detta Commedia”.

Si lascia immaginare lo spavento. Tra fiamme, fumo, puzzo e strepito ognuno si diede alla fuga: “chi si precipitò giù dalle finestre, chi cercò di nascondersi in luogo così cavo et hoscuro, che mai più si viddero, chi fra loro stessi colmi di ira e di rabbia s’ammazzarono, di modo tale, che di essi quasi nessuno campò”.

La regina: “come nemica capitalissima dei Cattolici (…) più perversa empia e crudele che mai qual nuovo Faraone ostinata fece subito mandare un estremissimo bando, che sotto durissime pene, nessuno havesse ardire per tutto il suo Regno di tal successo favellare”.

Lasciamo le altre considerazioni. Benedetto Croce, forse per tema di smentite, data la rarità dell’opera del Summonte, traccia, prima della firma “Per copia conforme”.

A tempi nostri è facile consultare quell’opera. Chi volesse può seguire le indicazioni del suddetto sulla collocazione della lettera e rendersene conto.

Giuseppe Abbruzzo

Una risposta

  1. Cosmo ha detto:

    Un altro esempio chiaro dove si vede che il Signore Gesu Cristo e’ veramente presente nell’Eucarestia della Santa Messa.

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