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Addio Pino. Se ne va un signore

Il Covid ha ucciso Pino Savoia, amico e collega al Quotidiano da circa venticinque anni. Entrambi facevamo parte del gruppo storico del giornale, quello che vi milita dagli albori di questa esperienza. In verità io arrivai due anni dopo, nel 1997, Pino c’era dall’inizio dell’avventura.

Aveva contratto il virus da un paio di settimane e, sebbene la doppia dose di vaccino, non  ha avuto scampo. Pino, 57 anni, lascia moglie e due figli.

Era il collega di riferimento a Rossano, la sua città, alla quale era molto legato.

Si può amare la propria terra anche evidenziandone le magagne; e Pino lo faceva, sebbene ne soffrisse.

Aveva quella signorilità che rappresenta il crinale tra la pletora di replicanti e il giornalista di razza. Amava questo lavoro, sebbene avesse anche un’altra occupazione.

Ci mancherà Pino. Per la sua schiettezza, per la sua veracità e per il rispetto delle persone. Merce rara in un mondo fatto di iene.

Buon viaggio, amico.

Piero Cirino

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