Ad Angelo Gaccione il Premio Città di Crucoli. Venerdì la premiazione

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All’intellettuale Angelo Gaccione, di origini acresi, ma da tempo stabilitosi a Milano, è stato assegnato il Premio Letterario Città di Crucoli “Giuseppe Barberio: il valore del dialetto come elemento identitaria di una comunità”, promosso dall’associazione culturale “La Nave di Ulisse”, insieme al Comune di Crucoli.

Il Premio, la cui cerimonia di consegna è in programma per venerdì 12 agosto, va a Gaccione per la raccolta poetica in lingua dialettale “Lingua mater“.

“Ho scritto i testi poetici della raccolta “Lingua mater” – spiega Gaccione – in una concentrazione di tempo incredibile. Non so spiegarmi perché sono voluti uscire in lingua dialettale, lingua che non avevo mai usato negli scritti letterari.

Sono molto contento dell’attribuzione di questo riconoscimento ad un libro come “Lingua mater” – ha aggiunto Angelo Gaccione – per una serie di importanti ragioni. Innanzitutto perché raccoglie testi poetici composti in lingua dialettale, nella mia lingua materna, lingua che segna l’appartenenza ad un luogo, e come sappiamo, la lingua è la vera patria di un uomo. Lingua dialettale che ho sempre parlato e parlo, e che difendo da sempre, come da sempre difendo le diverse lingue dialettali. Senza la loro conoscenza ci sono precluse molte cose importanti, non solo i luoghi, la cucina, le tradizioni, ma pezzi interi di storia”.

Inoltre, “sono contento che a pubblicare questo libro sia stata una editrice calabrese e altrettanto lo sono perché riceve un premio in Calabria, a Crucoli. Conosco in parte questa cittadina attraverso i libri di uno scrittore di quella terra che ammiro molto, Cataldo Russo. Russo è un autore prolifico e serio molto legato alla sua terra, il cui nome ha portato in giro con onore fino in Argentina, e che ha spaziato dal romanzo al racconto, dal teatro alla scrittura giornalistica di impegno civile”.

Subito dopo l’estate uscirà il nuovo libro di Gaccione, “Sonata in due movimenti”, una raccolta di racconti, tra cui “Terra”, con evidenti riferimenti alla città presilana, spesso presente nei libri dell’intellettuale di origini acresi.

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