All’aperto

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C’è una lunga tradizione di “outdoor education”, letteralmente “educazione all’aperto”, tutte quelle attività educative, per più piccoli e più grandi, svolte all’aperto daparte di scuole o associazioni di vario tipo. Stare all’aria aperta accresce le capacità sociali in modo differente che in classe, aumenta la consapevolezza verso i temi del rispetto dell’ambiente, della percezione del sé nel mondo, della salute del corpo e della mente. Prende spunto dallo scoutismo, ha l’obiettivo di accrescere le capacità di socializzazione e attenzione per l’ambiente circostante. Si ispira ai principi pedagogici di John Dewey che nel suo lavoro mette al centro il concetto di “esperienza”. L’esperienza consente di interagire con quello che circonda, ci mette in relazione con il mondo umano, animale, sociale, vegetale. All’aperto si impara a proteggere l’ambiente a osservare i dettagli del mondo. All’aria aperta si può studiare la matematica, la biologia, il corpo umano, raccontare storie, declamare poesie, cantare, ballare, suonare. Uscire dalla classe, dalle mura della scuola, dalla routine, libera i corpi, li toglie dalla postura quotidiana della disciplina e del controllo. I corpi respirano, i bambini (e gli adulti) si sentono vivi. 

Cortili, giardini, spazi urbani, fattorie, parchi, boschi, fiume, mare, montagna, in questi spazi il valore dell’apprendimento aumenta di grado e di qualità. Molti gli studi che mostrano la positività di questi modelli educativi. Si impara a osservare coinvolgendo tutti i sensi. La natura diventa un ambiente educativo, un laboratorio in cui raccogliere materiale. Si modifica l’idea della classe eall’aperto l’insegnante smette di essere direttivo ma lascia liberi i più giovani di scoprire e di ricercare. Cresce anche la creatività e i pensieri e le emozioni divengono più ricchi e profondi. Tornare in aula dopo l’esperienza all’apertoaiuta a sviluppare in modo diverso i processi di astrazione e anche i docenti rinnovano e arricchiscono il modo di faredidattica. L’esperienza all’aperto produce migliori relazioni umane, insegna a capire cosa sia la vita sociale, cosa significa cooperare e incoraggia ad aiutarsi reciprocamente. 

Ma non è solo per i più piccoli. L’outdoor training “allenamento all’aperto” è usato anche nella formazione aziendale, con attività che stimolano l’apprendimento dall’esperienza “distante” dalla realtà lavorativa. Viene utilizzata per sviluppare nuovi comportamenti, per sviluppare la collaborazione, per imparare a scegliere in momenti di incertezza, per agire fuori dai contesti routinari. Per gli adulti la formazione all’aperto, nei boschi e nella natura, viene usata per sviluppare competenze di gruppo e in queste esperienze il formatore diventa un facilitatore.

Le esperienze all’aperto sovvertono la routine e consentono un apprendimento vivo che migliora le relazioni e il rendimento scolastico e formativo. Tutte le ragioni vanno a favore di questa pratica, anche l’agenda 2030 invita a migliorare la qualità dell’educazione anche con esperienze di apprendimento all’aperto, in tutte le stagioni. Uscire dalle aule fa apprendere in modo differente. Bisogna solo farlo. 
Assunta Viteritti

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