Sinistra Italiana stavolta l’ha fatta fuori dal vaso
Sinistra Italiana scrive un comunicato nel quale stigmatizza la realizzazione della scritta “Benvenuti ad Acri” nei pressi della galleria.
Nel leggerlo pensavo si trattasse di un pretesto per attaccare l’amministrazione comunale. Oppure di uno scherzo.
Questo sarebbe di pessimo gusto, ma sarebbe preferibile; quello, un suicidio.
Alle corte. Sinistra Italiana spiega, o almeno ci prova: “Dando per certo che ci sia stata l’autorizzazione da parte del Comune, viene da chiedersi se sia stata valutata la possibilità che si tratti di diffusione di messaggi pubblicitari, evidentemente rientranti in un piano strategico di marketing da parte del suddetto Club; tutto ciò non si sarebbe dovuto avallare, quanto meno sul piano dell’etica. Su tali presupposti, si percepisce questa iniziativa come socialmente e politicamente scorretta”.
Sono di sinistra e sono orgogliosamente rotariano e vedere tanta ignoranza in un maldestro tentativo di rivendicare il senso di una presenza politica fa male.
Di solito Sinistra Italiana non incorre in questi clamorosi infortuni, e questo mi fa pensare che si tratti dell’iniziativa estemporanea di qualche improvvisata mosca cocchiera, mal controllata da un’organizzazione che generalmente queste cose non le permette.
Il Rotary, e questo significa anche le articolazioni Rotaract e Interact, da sempre profonde le sue energie nell’elaborazione di progetti in grado di migliorare la comunità in cui opera. Per farlo, s’impegna a reperire risorse, con le iniziative più varie. L’elenco di quanto fatto negli ultimi vent’anni e più è pubblico, per chi si desse pena di controllare, prima di simili sfondoni.
Tra questi, c’è la scritta “Benvenuti ad Acri”, che il Rotaract ha pensato, progettato, condiviso e realizzato, senza nulla chiedere a Comune e Provincia. Senza nulla chiedere a chicchessia.
Ora, che questo rientri “in un piano strategico di marketing” è quanto di più fantasioso, e sono clemente, possa esistere.
Auguro a Sinistra Italiana di concepire progetti tali da far diventare Acri il regno di Bengodi, ma, nel frattempo, cerchi di apprezzare gli sforzi di ragazze e ragazzi che si fanno in quattro per questa comunità.
Piero Cirino














