Non mi abbasso ai giochi ignoranti e offensivi del sindaco, un purosangue non fa a gara con un pony

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Caro signor sindaco,
Il suo copione è sempre lo stesso. E lo conosciamo tutti: io parlo di “A” e lei, che non ha argomenti per contrabbattere e smentire quello che scrivo, risponde parlando di “B”, con l’aggravante di infarcire le sue farneticazioni di insulti che io, con la mia “statura” personale, politica e professionale di cui vado orgoglioso, respingo al mittente non fosse altro per l’enorme divario tra i miei percorsi/risultati formativi e i suoi. Ma non sono qua per emularla nella sua tattica insulsa di cattiveria, di arroganza, di presunzione e, soprattutto, di ignoranza. Si, perché il dramna è che lei non è che fa confusione tra il concetto di “legittimità di atti amministrativi” e quello di “opportunità”.

Lei, purtroppo – e ne ha dato dimostrazione in questi anni in cui ha amministrato la città di Acri – ignora completamente e strutturalmente cosa sia “l’opportunità” in politica e nelle istituzioni. Opportunità che un buono e bravo amministratore dovrebbe conoscere e, conseguentemente, applicare. Ma lei, evidentemente, non è ne un buono, ne un bravo amministratore.

Lei, peraltro, con il suo innato delirio di onnipotenza, talmente accentuato da rimembrare la celebre battuta di Alberto Sordi nella sua straordinaria interpretazione del “Marchese del Grillo”, nel vorticoso quanto sprezzante tentativo di sminuire la mia persona, ha finito, al contrario, col valorizzare il mio impegno politico.

Perché quello di avanzare plurime richieste di accesso agli atti amministrativi, che lei ha reso “impenetrabili” finanche ai consiglieri comunali, è una delle funzioni principali di un rappresentante istituzionale di opposizione. Se, poi, alcune acquisizioni di atti siano “bolle di sapone” o meno lo stabilirà chi di dovere, non certamente lei che si è contraddistinto per avere spesso piegato la macchina comunale ai “suoi” obiettivi politici.
È risaputa la sua “orticaria” verso la “democrazia” e nei confronti di chi esercita le sue legittime – per lei scomode – prerogative istituzionali, ma d’ora in avanti non mi farò intimorire ne intimidire, perché so di essere nel giusto e di esercitare responsabilmente il ruolo che gli elettori mi hanno assegnato.

Ho già avuto modo di dimostrarle, in ultimo con la vicenda della “nomina” da parte sua degli scrutatori, da me contrastata con il “sorteggio”, che tra me e lei intercorre una distanza abissale. Distanza che, complice la vicenda delle “assunzioni” nel pieno della sua campagna elettorale regionale e quella del “bitume elettorale”, viene, grazie alle mie denunce politiche che lei vorrebbe imbavagliare, percepita anche dai cittadini che sono stanchi ed esausti dei sorprusi politici che continuano a subire.
Quanto, infine, alle mie frequentazioni, di cui vado fiero, non le è assolutamente consentito, non fosse altro per la sua statura “professionale” che tutti conosciamo, di esprimere valutazioni e insinuazioni, così da non ulteriormente scivolare nel baratro del pressapochismo e del ridicolo. E mi fermo qua, perché – senza presunzione, ma convinto delle mie capacità – “un purosangue non fa mai a gara con un pony”.

Nicola Feraudo, consigliere comunale di Acri

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