Legalità e rispetto delle istituzioni, perché diciamo no a un consiglio comunale illegittimo

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In qualità di consigliere comunale di minoranza sento il dovere, nei confronti dei cittadini che rappresento, di raccontare con chiarezza ciò che sta accadendo in queste ore nel nostro Comune.

Il 10 dicembre 2025 è stato convocato il Consiglio comunale per l’approvazione del bilancio 2026-2028 e di altri temi importanti, ma la convocazione presenterebbe gravi profili di irregolarità e illegittimità.

Non si tratta di una disputa politica, ma di una questione di legalità, trasparenza e rispetto delle prerogative democratiche.

Tutto nasce dalla sentenza del TAR Calabria n. 1621/2025, che ha stabilito un principio chiaro,
ogni consigliere che esce da un gruppo deve poter costituire un gruppo misto anche unipersonale, perché le prerogative di un consigliere comunale non sono un optional, ma un diritto garantito dalla legge e, indirettamente, dai cittadini che rappresenta.

Eppure, nonostante questa pronuncia, il Presidente del Consiglioha respinto la richiesta di applicare la sentenza, con un diniego che gli avvocati da noi incaricati hanno definito “ingiustificato, illegittimo e in contrasto con il giudicato amministrativo”

Per tutelare i nostri diritti e operare nella massima trasparenza, io e gli altri consiglieri di minoranza abbiamo richiesto un parere al Prof. Avv. Renato Rolli e all’Avv. Dario Sammarro.

La loro analisi è inequivocabile:

• L’Amministrazione non ha dato attuazione alla sentenza, violando un obbligo giuridico;

• il mancato riconoscimento del gruppo misto altera la composizione delle commissioni, che devono rappresentare proporzionalmente le forze politiche presenti;

• l’assenza di un gruppo formalmente costituito impedisce l’esercizio delle nostre prerogative, soprattutto nella fase di studio e controllo del bilancio;

• la convocazione del Consiglio del 10 dicembre è quindi viziata da illegittimità derivata, e ogni delibera approvata rischia di essere annullata dal TAR.

In pratica, si tratta di una gravissima compressione delle funzioni e del ruolo istituzionale dei consiglieri, e quindi dei diritti democratici dell’intera comunità.

Questa scelta, oltre a negare un diritto riconosciuto dal TAR, ha causato un duplice danno: l’Amministrazione ha esposto l’Ente a spese legali evitabili e ha stravolto il corretto iter consiliare, prendendo di fatto in ostaggio le regole democratiche che garantiscono trasparenza e partecipazione.

Oggi parliamo, non solo di una questione giuridica, ma di una diatriba politica, una vera e propria ripicca politica e personale del Sindaco e dell’intera amministrazione nei confronti della consigliera Sposato, fuoriuscita dalla maggioranza qualche mese fa.

Per le ragioni ampiamente illustrate, insieme ai colleghi della minoranza abbiamo firmato una diffida formale indirizzata al Presidente del Consiglio, al Segretario comunale e al Sindaco, in cui chiediamo:

1. la 𝐫𝐞𝐯𝐨𝐜𝐚 𝐢𝐦𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐭𝐚 della convocazione del Consiglio del 10 dicembre,
oppure

2. l’adozione urgente di ogni atto necessario a ripristinare la legalità violata.

La mancata regolarità delle commissioni e l’esclusione indebita di un consigliere dalla piena partecipazione rischiano di compromettere l’intero esame del bilancio comunale, lo strumento che definisce le scelte politiche, amministrative e contabili per la nostra città.

Una delibera di bilancio approvata in violazione delle norme sarebbe 𝐢𝐦𝐩𝐮𝐠𝐧𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞, con possibili conseguenze pesanti per la comunità.
E considerando che, al momento, non è prevista alcuna proroga per l’approvazione del bilancio di previsione, i rischi amministrativi sarebbero ancora più gravi.

La legalità non è un fastidio burocratico, ma è la condizione che permette a tutti, maggioranza e minoranza, di lavorare nell’interesse della città.

La maggioranza ha il diritto di governare, la minoranza ha il dovere di controllare.
Quando uno dei due poteri viene limitato, la democrazia si indebolisce.

Questa è una vicenda che va approfondita seriamente, per tutelare i cittadini e garantire stabilità democratica e rispetto istituzionale.

Noi continueremo a difendere i nostri diritti non per interesse personale, ma per assicurare che ogni atto dell’Amministrazione sia legittimo, trasparente e rispettoso delle regole.

È così che si costruisce un Comune credibile, forte e pienamente democratico.

𝐒𝐚𝐥𝐯𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐏𝐚𝐥𝐮𝐦𝐛𝐨

𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐅𝐝𝐈 – 𝐀𝐜𝐫𝐢

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