Dicembre e il suo corollario di feste e speranze

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Dicembre e il suo corollario di feste e speranze

Quest’anno abbiamo l’impressione che il Natale sia arrivato di colpo, quasi inatteso. Vicende convulse, eventi vari, hanno catalizzato buona parte delle nostre attenzioni, per cui lo scorrere del tempo ci è sembrato più veloce e, in qualche caso, quasi non ci siamo accorti di quanto velocemente le lancette scorressero.

Fine anno è tempo di bilanci, sui vari piani, da quello personale e familiare a quello più generale. I bilanci privati non devono occupare questo spazio, per cui non vi indugeremo. Ci basta chiudere l’anno avendo vicino le stesse persone che avevamo negli anni precedenti. Sul piano più vasto, nazionale e internazionale, le cose si complicano un po’. Il 2025 è stato un anno difficile: la guerra ha fatto e fa parte del nostro quotidiano. Le ingiustizie si sono ampliate e molti popoli continuano a soffrire e sopportare soprusi, prepotenze, morte, sotto gli occhi distratti dei più.

Nel silenzio sospeso che accompagna la fine dell’anno, mentre i calendari si preparano a voltare pagina, è inevitabile guardarsi alle spalle. Dietro ci lasciamo un tempo segnato da conflitti irrisolti, sofferenze collettive e disuguaglianze sempre più profonde.  E’ un anno che chiede di essere compreso e, forse, anche perdonato, mentre ci lascia in eredità lezioni difficili da accettare. Le guerre oggi diventano eco globali: interrompono catene alimentari, spingono milioni di persone alla fuga, polarizzano opinioni pubbliche, ridefiniscono alleanze politiche e economiche.

Dietro ogni numero che stancamente scorre nei bilanci, si nascondono volti, famiglie, un futuro mai vissuto. L’anno che stiamo per lasciarci alle spalle sarà anche ricordato come quello che ha scavato  un solco più profondo tra chi più ha e chi non ha nemmeno il necessario per sopravvivere.

Un barlume di speranza è rappresentato dalla enorme catena di solidarietà con molti che hanno sfidato la morte per portare aiuto e solidarietà in terre martoriate, spesso tra l’indifferenza o la forte contrarietà di alcuni governi nazionali. A questa catena di solidarietà intendiamo aggrapparci per recuperare un po’ dello spirito necessario per affrontare il Natale con rinnovata fiducia e speranza. Che lo spirito di quel giorno illumini per il futuro e aiuti a recuperare un minimo di umanità perduta.

Massimo Conocchia

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