Come una tenera carezza

Bata - Via Roma - Acri

Egr. Direttore,

ho appena terminato di leggere l’ennesimo contributo, pubblicato postumo, inviato dal Prof. Giuseppe Abbruzzo alla redazione della sua testata giornalistica e mi ha dato la netta impressione di una tenera, ultima carezza riservata ai tanti che lo hanno amato o semplicemente conosciuto nel suo prolifico passaggio terreno.

Ho riconosciuto il tratto della scorrevole penna di quel gigante buono cui ci si approcciava con timore reverenziale prima di scoprire la fragranza di un’anima che odorava di buono, come il pane appena sfornato, al quale non si resiste nel volersi approcciare a tutti i costi, per la genuinità e la sintesi di ordinate maestrieabilmente concentrate in un risultato straordinariamente sincero.

Non deve essere semplice per chi lo ha vissuto nella sua interezza,nella straordinaria ordinarietà dell’ambiente domestico, occupare gli stessi spazi che profumano ancora dell’accorto scrittore, dell’abile maestro, dell’affabile narratore, del ricercato frequentatore di polverosi archivi.

Ci si imbatte quasi in una sensazione di straniamento nello spostarsi nei vari ambienti e avvertirne ancora lo sguardo sincero, osservare i luoghi dove rimaneva per ore chinato sulle sue “carte”, udire ancora delicati rimproveri che non richiedevano superbia ma una semplice modifica della postura, un’occhiata assestata con l’esperienza acquisita negli anni dell’insegnamento, come una carezza puntuale del maestro che riconosce all’allievo il diritto di sbagliare ma allo stesso tempo amorevolmente lo rimette sulla bici, come soltanto i padri sanno fare, con i figli che perdendo l’equilibrio finiscono per terra e immediatamente cercano lo sguardo dell’adulto per valutare la gravità dell’accaduto. 

Ecco, Direttore, con lo scritto più recente pubblicato sulle pagine di Acrinews.it, il Prof. Giuseppe Abbruzzo ha voluto rimetterci tutti in sella, dopo una caduta, continuando a sorriderci e invitandoci a non disperare, a riprendere il cammino e a salutarlo da lontano, come fanno i bambini quando finalmente imparano ad andare in bici e non vorrebbero più scenderne.

Buon Natale a tutti voi,

Giuseppe Donato

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