Le divinità arboree e l’albero di Natale

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Analizzando gli addobbi utilizzati durante il periodo natalizio si possono notare chiari richiami Pagani, a partire dall’albero di natale simbolo fallico e di fertilità. Questo veniva portato in casa e abbellito con campanelle e cibo in onore agli spiriti e in cima era spesso posto un pentacolo che simboleggiava i cinque elementi, l’albero serviva ad esorcizzare il periodo infecondo dell’inverno e favorire il ritorno della primavera, rappresenta il Dio maschile e la sua potenza creatrice .

Il Dio stesso, nelle credenze pre-cristiane è considerato figlio arboreo, ne sono testimonianza Osiride, ucciso e intrappolato in una cassa di legno dal malvagio Seth su cui crebbe un albero di melograno (simbolo di resurrezione) che venne tagliato e disperso per il mondo, Adone innamorato follemente di Cibele che si evirò togliendosi la vita sotto un pino, i suoi sacerdoti “dendrofori” portavano in processione un albero di Pino ricoperto di bende, per non parlare del famoso Frassino Universale Yggdrasil, dove rimase appeso Odino per raggiungere la conoscenza .

Yule era la festa della luce e del fuoco e per questo motivo si sceglieva un grosso ceppo da cospargere di farina e foglie da bruciare la notte del 21 dicembre ,se ne conservavano poi le ceneri per i momenti meno fortunati dell’anno e per il raccolto, questa usanza era basata sulla credenza che il simile produce il simile, quindi si pensava che accendendo fuochi e falò si potesse contribuire a rinvigorire l’astro e riportarlo all’originale splendore. Tale tradizione è ancora presente nel moderno cristianesimo.

Anche la befana ha origini pagane, la scopa che ricorderebbe il simbolo fallico, rimanderebbe al bastone magico come quello adoperato durante i riti dionisiaci : il Tirso, il mitico bastone dei satiri avvolto da foglie d’edera e vite e con in capo una pigna.

La Befana vola cavalcioni alla scopa, un chiaro messaggio di fertilità, quindi potrebbe essere assimilata alla antica figura pagana della donna-sacerdotessa del culto arboreo, le stesse calze piene di doni ricordano la cornucopia. Un altro importante elemento legato al Natale Cristiano è il Vischio, pianta ritenuta magica da i Druidi poiché nasceva dal cielo e le sue bacche erano raggruppate in gruppi di tre numero sacro, inoltre, l’usanza di baciarsi sotto il vischio è dovuta al fatto che i druidi la considerassero apportatrice di abbondanza dato che le sue bacche schiacciate producevano un liquido molto simile al “seme” maschile .

Gaia Bafaro

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