Chiusure…

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Al tempo del commento compulsivo su qualsivoglia argomento, complici i canali social, l’impulso irrefrenabile è quello di spegnerli.

Per carità, l’agorà virtuale offre anche spaccati di analisi profonde e spunti piuttosto interessanti, ma sono merce rara.

La rete ha allargato la partecipazione a un dibattito dai confini smisurati, ma fatalmente ne ha sovente svilito il livello.

Per chi occupa posti di responsabilità oggi è saggio indossare abiti mentali impermeabili alle “provocazioni” mediatiche; talora nate sull’onda della polemica evidentemente strumentale, talaltra in buona fede, ma fuori misura.

Ad Acri ogni chiusura delle scuole dovuta alle allerte meteo innesca sistematicamente critiche che spesso sconfinano nel ridicolo.

Si è arrivati finanche a scrivere che la sospensione delle attività didattiche rappresenti un danno economico per le attività connesse, come se l’incasso della giornata facesse premio sulla pubblica sicurezza e sull’incolumità delle persone.

Finanche in presenza di un quadro meteorologico a dir poco preoccupante, messo nero su bianco dalla Protezione Civile regionale, c’è chi alza il dito per dire che le scuole ad Acrinon dovessero essere chiuse.

Per la cronaca, oggi chiusura a Corigliano-Rossano, Acquappesa, Aiello Calabro, Amendolara, Belvedere Marittimo, Bocchigliero, Cassano All’Ionio, Caloveto, Campana, Cariati, Cetraro, Cleto, Crosia, Longobucco, Mandatoriccio, Montegiordano, Oriolo, Paola, Paludi, Pietrapaola, Plataci, Roseto Capo Spulico, San Cosmo Albanese, San Demetrio Corone, San Lorenzo Bellizzi, San Lucido, San Nicola Arcella, Sant’Agata di Esaro, Santa Sofia d’Epiro, Trebisacce, Vaccarizzo Albanese e Villapiana.

Delle due, l’una: o i sindaci di questi Comuni sono tutti dei codardi che si trincerano dietro la Protezione Civile o i motivi per chiudere le scuole ci sono e sono lapalissiani.

Invocare il sacrosanto diritto all’apprendimento, quindi alla cultura, termine in cui ci puoi mettere di tutto, perché sulla bocca di tutti, a fronte di una situazione simile, non è soltanto sintomo della miopia di chi si limita unicamente ai confini della aule scolastiche, ma sfiora la cecità.

Prima del portone della scuola c’è un mondo, che un sindaco, limitatamente ai confini comunali, deve tutelare.

Se il ciclone Harry mette a repentaglio la sicurezza di chi a scuola non soltanto ci deve stare, ma ci deve anche arrivare, percorrendo strade che risultano oltremodo pericolose, come si fa a dire che il sindaco non deve chiudere le scuole?

Se un primo cittadino, non per mettersi al riparo da possibili conseguenze penali sul suo agire, ma perché ritiene saggio, come saggio lo hanno ritenuto decine di altri suoi colleghi in provincia, sospendere le attività scolastiche, è un esempio trasmesso ai ragazzi.

E’ un insegnamento che nasce da un comportamento, che vale oltre ogni post.

Piero Cirino

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