Apuleio e L’asino d’oro
Esiste un libro dimenticato dai più intitolato L’asino d’oro. Il contenuto è fantastico. La fantasia più sbrigliata crea situazioni incredibili, avvincenti, stupende. Ognuno dovrebbe leggerlo.
A questo libro fantastico hanno attinto molti autori della letteratura dell’infanzia.
Il mondo nel quale si svolge l’azione è dei più fantastici e la magia serpeggia dovunque.
L’autore è Apulejo, nato nella città di Madauria, nell’Africa consolare, sotto il dominio di Roma.
Non è vano dire che nelle “rumanze”, raccontate, con rara abilità, da mia nonna e dalle anziane del rione, leggendo il citato libro ho trovato non pochi raffronti.
La cosa strana è che a quest’autori si attribuirono non pochi prodigi. La credenza era avvalorata dalla magia che è alla base dell’opera citata o a qualcos’altro?
Si può affermare che Apuleio fosse un avido di sapere, perciò, consumò non pochi averi in viaggi, per essere iniziato ai “misteri” di non poche religioni.
Tante spese lo ridussero al lastrico.
La sua loquela, l’essere colto e spiritoso attirò a sé una ricca vedova della città di Cartagine, di nome Pundentilla. La sposò. – Nulla di strano -, si dirà.
Certo, ma quanto richiamò l’attenzione e fece fare i commenti più vari era che Apuleio era ancora giovane, mentre la moglie aveva sessant’anni. Età tardissima per quei tempi, nei quali la lunghezza della vita era alquanto breve.
I danari, gli averi fanno gola in ogni tempo, come ci insegnano cause di tanti parenti, che si scoprono o meglio, si affacciano post mortem!
I Parenti di Pudentilla non furono da meno, perciò, si disse che la sproporzione dell’età non era cosa normale, che il matrimonio fosse stato originato dalla magia, da filtri potenti. I parenti, perciò, accusarono lo sposo di sortilegio a base di pesci e gamberi.
Si finì in tribunale. Si fece osservare che Pudentilla era vedova da quindici anni e che prima che Apulejo l’avesse veduta non aveva avuto intenzione di contrarre matrimonio.
L’accusato così replicò: “Chi vi ha detto che non avesse pensato al matrimonio? Il pensiero del matrimonio è di tutte le donne, perciò la lunga vedovanza vi deve stupire quanto il matrimonio che Pudentilla ha contratto.
Si dice che ho preparato filtri, sostenendo che ho incaricato pescatori di portarmeli. Dovevo incaricare un avvocato, un fabbro, un cacciatore per farlo? Sono giovane, sono stato premuroso e un giovane non ha bisogno di altri filtri per farsi amare da una donna avanti negli anni. Si dice che la stessa Pudentilla ha detto alle vicine, che io ero un mago; se avesse detto che ero un console, lo sarei stato?”
Le argomentazioni addotte da Apulejo furono così convincenti che costrinsero i giudici a dargli ragione.
Su Apuleio si scrisse e arzigogolò non poco, scrivendo di prodigi vari, alcuni dei quali rasentano il ridicolo. Si è volutamente accreditata la sua fama di mago. Pensate che si arrivò a dire che, per effetto delle sue magie la moglie era obbligata a reggergli il lume mentre lavorava.
Il Nostro, va detto, che oltre al citato libero scrisse: Discorso sulla magia e De dei Socratis, ma il libro che si legge con piacere e passione e L’asino d’oro.
Giuseppe Abbruzzo














