La solita musica

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Il solito ritornello finalizzato a presentare un paese in disfatta. La predica viene da un predicatore che in passato, per anni, si è occupato della gestione amministrativa del Comune di Acri, contribuendo fortemente alla disfatta di cui parla ( ricordando ciò che ha lasciato). Si dimentica, volutamente, che gli amministratori tanto denigrati hanno rialzato il paese dalle ceneri del rogo che aveva devastato l’Ente. 

Chi legge certi articoli immagina questo nostro paese un luogo da cui stare alla larga, una comunità che non ha nulla da offrire: una narrazione fuori dalla realtà e, senza dubbio, volutamente distorta allo scopo di ottenere solo visibilità politica. È facile elencare cose che, a parere personale, non vanno bene. Quello che risulta invece difficile è argomentare come si potrebbero migliorare e, soprattutto, con quali risorse. 

Parlare di poca attenzione ai giovani e scarsa offerta socio culturale senza però mai presenziare alle tante attività socio-culturali quali concerti, mostre, presentazioni di libri e convegni che puntualmente l’Amministrazione comunale propone e attraverso cui  promuove integrazione e coesione comunitaria, significa semplicemente abitare il paese ma senza però viverlo, ignorando completamente quanto accade. Ed ecco quindi che il sacrosanto diritto di critica diventa un gioco di poco valore utilizzato con furbizia esenza cognizione di causa. 

Ovviamente tutto è perfettibile e ci sono cose che devono essere migliorate, alcune riflessioni, sul piano politico, vanno tenute in considerazione e dibattute , indipendentemente dalla condivisione o meno del contenuto ( leggi articolo di Michele Ferraro) , ma l’inerzia non fa parte di questa Amministrazione comunale e di questa maggioranza. Il rapporto che abbiamo creato con le Associazioni operanti sul nostro territorio ha ulteriormente migliorato l’offerta culturale – non in sostituzione dell’Amministrazione ma in sinergia – e  già questo è una rivoluzione epocale. Sostituire l’IO con il NOI è fondamentale per la crescita di una comunità: questa Amministrazione ne ha fatto una stella polare.  

Per il resto, parlano i fatti: scuole nuove, piazze nuove, impianti sportivi nuovi, opere incompiute da decenni completate e fruibili. Tra non molto sarà completata la gara per l’efficientamento della pubblica illuminazione e sono in campo i nuovi servizi di pulizia e spazzamento delle strade. La raccolta differenziata comincia a risalire nella percentuale e tra non molto anche il problema del randagismo, peraltro già ridotto, sarà ulteriormente ridimensionato con la riapertura dell’oasi canina. Le tariffe, per chi ha dimestichezza con le regole della pubblica amministrazione, sa che non dipendono solo dal Comune. L’ARERA stabilisce la perequazione ed il servizio va coperto al 100% con entrate proprie. Se poi, la mancanza di un piano rifiuti da parte di Regione Calabria ci porta a conferirli in Danimarca, i costi gravano sui cittadini. 

Onestà intellettuale vorrebbe che queste cose fossero dette e/o scritte invece di fare del male a questo nostro paese descrivendolo come un luogo remoto del terzo mondo. Per fortuna chi viene da fuori resta favorevolmente impressionato per quello che si offre e per l’accoglienza che è tipica di noi acresi. In questi giorni abbiamo ricevuto la visita di Anna Lomax ( figlia di Alan Lomax, il più grande studioso di etnomusicologia), che prosegue il lavoro del padre e che, proprio per quanto ha trovato ad Acri, donerà il progetto per una installazione permanente nel nostro centro urbano. Queste sono cose che gratificano una comunità, e queste sono le azioni che giustificano l’agire amministrativo. Il confronto deve essere sulle idee e sui progetti, non sull’arte della denigrazione. Gli adepti a questa corrente artistica non sono parte di questa Amministrazione comunale e di questa maggioranza. 

Mario Bonacci, Assessore alla Cultura del Comune di Acri

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