Cronache surreali: ho già deciso tutto (a mia insaputa)
Contraddirsi è diventata ormai una disciplina olimpica. E ad Acri, a quanto pare, c’è chi punta all’oro.
Leggo con interesse alcune “perle” di certe testate: secondo loro avrei già scelto il mio successore, la squadra di governo, gli assessori e persino scritto il programma. Praticamente, mancherebbe solo la data dell’insediamento.
Curioso, però. Gli stessi che oggi mi dipingono come il “grande regista”, ieri mi accusavano di essere un “decisore solitario” solo perché ho detto una cosa semplicissima: se non si trova una sintesi nella coalizione, si fanno le primarie. Tradotto: decidono i cittadini.
Un concetto che non è esattamente rivoluzionario, visto che qualcuno ben più autorevole di noi — come Aldo Moro — parlava di pluralismo democratico. Ma si sa, “a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina” (Giulio Andreotti).
Delle due l’una: o ho già deciso tutto io, oppure decideranno gli elettori. Sostenere entrambe le tesi è un esercizio di fantasia più che di giornalismo.
Del resto, “la verità è figlia del tempo” (Francis Bacon). E il tempo, guarda caso, dice che le elezioni sono tra 14 mesi.
Nel frattempo, ribadisco: sarò in campo come consigliere comunale. E ad Acri le decisioni si prenderanno insieme, così come insieme costruiremo il programma.
Continuate pure a scrivere. Io ho cambiato approccio: prima ignoravo, ora — quando ho tempo — mi diverto.
Perché alla controinformazione non si risponde con il silenzio, ma con i fatti.
E, ogni tanto, anche con un sorriso.
Pino Capalbo, sindaco di Acri














