Ospedale di Acri a rischio smantellamento. La “Casa della Comunità” all’interno del nosocomio è il cavallo di Troia per esautorarlo
Ci risiamo !
La Direzione Sanitaria annuncia con toni trionfalistici l’apertura della “Casa della Comunità” entro la fine di maggio dentro i locali del vecchio padiglione dell’ospedale, noi continuiamo a ribadire che inserire questa struttura all’interno del Beato Angelo non rappresenta un potenziamento bensì l’avvio del suo progressivo smantellamento.
É il classico cavallo di Troia voluto dall’ASP di Cosenza e dal governo regionale targato Roberto Occhiuto che, sotto le mentite spoglie della medicina di prossimità, nasconde l’intento di esautorare quel poco che resta del presidio ospedaliero. Vogliamo ricordare a lor signori che l’ospedale oggi si regge sull’unica unità operativa complessa rimasta, quella di Medicina Generale, continuare a sottrarre spazi e identità al Beato Angelo per far posto a una “scatola vuota” funzionante solo 12 ore al giorno, con personale infermieristico e medici di base, significa trasformarlo definitivamente in un poliambulatorio diurno.
Dalla Regione Calabria arrivano solo promesse elettorali e soluzioni tampone. Che fine hanno fatto gli impegni solenni presi da taluni rappresentanti istituzionali regionali del centrodestra fino a poco tempo fa? Ad oggi, l’unica risposta al collasso del sistema è stata l’arrivo di medici cubani “a tempo determinato” e il progressivo smantellamento di interi settori della sanità pubblica a favore di quella privata.
La narrazione e le promesse provenienti dai palazzi del potere regionale si scontrano con la realtà che i cittadini di Acri, e non solo, vivono tutti i giorni: Radiologia ferma al palo, nonostante la presenza di strumentazioni moderne per TAC e Risonanza Magnetica, manca un medico radiologo in pianta stabile; il servizio funziona a singhiozzo, principalmente per i ricoverati e per le urgenze del Pronto Soccorso, lasciando la comunità nell’impossibilità di poter usufruire in loco di questo importante servizio di diagnostica.
Il Pronto Soccorso è caduto nel dimenticatoio: che fine hanno fatto i 4 posti di Osservazione Breve Intensiva (OBI) promessi da anni? Nonostante i numerosi sopralluoghi dei tecnici dell’ASP e l’appalto dei lavori sembra abbiano smarrito i fondi (circa 130 mila euro) che dichiaravano essere già disponibili da tempo.
È giunto il momento di fare quadrato !
Chiediamo a tutte le associazioni, comitati, liberi cittadini ed alle altre forze politiche del territorio, senza distinzione di colori e casacche, di unirsi a difesa dell’ospedale cittadino, facendosi realmente interpreti delle esigenze sanitarie locali.
Anche i consiglieri comunali di centro destra, che teoricamente dovrebbero avere un maggiore potere contrattuale con i vertici regionali, hanno sempre sostenuto che un’eventuale Casa della Comunità avrebbe dovuto trovare sede in una struttura esterna all’ospedale, per non intaccare l’unico presidio sanitario stabile e sicuro dell’intero comprensorio per le emergenze h24 e gli esigui servizi ospedalieri rimasti.
La sanità pubblica non è un lusso, ma un diritto, soprattutto alle nostre latitudini, dove avere la certezza di un intervento immediato h24 in caso di necessità può voler dire salvarsi la vita, ed i casi di cronaca successi recentemente (vedi Longobucco) ne sono l’esempio lampante.
Prima di procedere alla realizzazione di inutili scatole vuote, l’ASP di Cosenza e la Regione Calabria devono provvedere a potenziare il Pronto Soccorso con la realizzazione dei 4 posti OBI; garantire personale medico stabile per i servizi di Radiologia e per i reparti esistenti; potenziare il servizio di microchirurgia multidisciplinare con tutte le dotazioni necessarie in termini di strutture e personale medico e paramedico; investire sulla sanità d’urgenza, che è l’unica a garantire il diritto alla salute per un territorio montano e complesso come quello di Acri.
Sinistra Italiana da tempo sta organizzando presidi e picchetti a sostegno degli agonizzanti ospedali di tutta la regione, nonostante i pubblici proclami del Presidente Occhiuto, e non resterà a guardare mentre si preannuncia il funerale del nostro nosocomio sotto forma di inaugurazione di una Casa della Comunità che, per dovere di cronaca, inizialmente era stata pensata come Ospedale di Comunità (ulteriore beffa).
La salute degli acresi non è una merce da barattare con i fondi del PNRR, ben venga la Casa della Comunità ma non all’interno dei locali del nostro ospedale !
Il Circolo di Sinistra Italiana – Acri














