Pignataro, “accettazione sostanze il più grande fattore di pericolo”

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Serve un “impegno corale della comunità per sostenere le politiche di contrasto all’uso delle droghe. Occorre l’impegno di tutti in un’unica direzione per evitare che l’uso della droga sia un volano di criminalità, di malessere sociale e di costi sanitari esorbitanti”.

Lo ha detto il consulente del Dipartimento Antidroga della presidenza del Consiglio Antonio Pignataro intervenendo al convegno ‘La droga non è un gioco’, che si è svolto questa mattina a Verona, organizzato dall’amministrazione comunale e dalla diocesi.

 “L’accettazione sociale” della droga, ha aggiunto, “è il più grande fattore di pericolo per i giovani” e per questo gli adulti devono “accorgersi di quei segnali tipici delle dipendenze, come la negazione o la minimizzazione del problema o i cambiamenti fisici”. Il consulente del governo si è poi soffermato sulla necessità di educare i ragazzi a riconoscere i rischi e all’importanza delle campagne informative e dell’esempio degli adulti, sottolineando la “trappola” della distinzione fra droghe leggere e droghe pesanti: “nei paesi dove, ad esempio, è stata legalizzata la cannabis, recentemente anche in Germania, il risultato è stato fallimentare.

A distanza di appena un anno gli stessi fautori politici di tale scelta hanno ammesso l’errore commesso”. Dunque, ha concluso, “nessun ordinamento giuridico dovrebbe riconoscere un diritto all’uso di droghe. Il nostro impegno è quello di intervenire prima che la diffusione di queste sostanze produca danni irreversibili”.

Fonte: Ansa

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