Le visioni? Un mistero!
Un mio amico, che mi trasmetteva tanto della Cultura popolare, che ha lasciato questo mondo ultracentenario, mi raccontava d’una visione, della quale non si sapeva dare spiegazione.
L’amico esercitava il mestiere di mulattiere, era cioè un trasportatore d’altri tempi.
Andava al lavoro di buon mattino, ancora prima dell’alba. Un giorno, mentre procedeva col suo mulo lo raggiunse un uomo, col quale parlò del più e del meno per buon tratto di strada. Proprio quando stava per divenire “juornu chiàru”, ossia prima dell’alba, non vide più quell’uomo accanto a lui. Si fermò, chiamò, cercò invano.
“Chissà se si è sentito male ed è caduto furi della strada?”, pensai.
“Tutto fu inutile… dell’uomo non c’era traccia… Eppure avevo fatto un buon tratto di strada insieme… Eppure gli avevo parlato… L’ho visto come ora vedo te… Non avevo paura… Nel nostro mestiere non se ne può avere, se no non ci moveremmo di casa… Pensai: – Sarà stato uno spirito? -, ma io non credevo nemmeno a quello… Allora?… Tu che dici?…”.
Ovviamente non seppi dare risposta.
Ai tempi nostri si parla di visoni della Madonna.
Ai curiosi come me sarà venuto, assillante, l’interrogativo: – Ma prima del cristianesimo si avevano visioni? –
La risposta, ovviamente, è: – Sì! -, perché gli dei pagani stavano in mezzo agli uomini.
Voltaire dice che l’apparizione non è affatto rara; “una persona vivamente commossa veda ciò che non è”. Il mio amico, però, non mi parlava di sua commozione.
I nostri antenati sostenevano che le visioni le aveva chi era sìngeru, ossia con la mente sgombra da pensieri.
Torniamo, però, al citato autore, che riporta di una donna che, nel 1726, a Londra, era accusata di essere complice dell’assassinio del marito. Ovviamente negava quanto le si addebitava.
Le si presentò l’abito del morto, scuotendoglielo davanti. Atterrita, la sua immaginazione – precisa Voltaire – le fece vedere suo marito; si gettò ai suoi piedi; vuole abbracciarlo.
Dice ai giurati di aver visto il marito.
A scuola, un tempo, s’insegnava di Teodorico, re dei Goti, che aveva fatto giustiziare, ingiustamente, Simmaco e mentre era a tavola vide nella testa di un pesce, che era stato servito, quella dell’assassinato Simmaco.
Si portano a sostegno di tanto la suggestione, la commozione ecc.
Il cabalista Manasseh ben Israel dice che quando gli spiriti si fanno vedere da un uomo solo, non presagiscono nulla di buono.
Il mio amico Pasquale, però, non mi parlò di “nulla di buono” che gli fosse capitato dopo la sua visione.
Il citato autore precisa che quando gli spiriti appaiono a due persone, non si avrà nulla di cattivo; mai nulla se si mostrano a tre persone.
Una cosa strana è che quanti non credono alle apparizioni, sembra, che non ne abbiano mai avute.
Calmet, un abate francese, autore di vari scritti, precisa che, nella maggior parte delle apparizioni, attenzione, non escluse quelle della Sacra Scrittura, non si tratta di altro che di avere avuta l’immaginazione esaltata.
Si è riportato tanto per mera curiosità e perché la fantasia genera anche questo.
Giuseppe Abbruzzo
















