Ponti fra generazioni e dialoghi tra tradizione e modernità il libro del prof. De Cicco
Gennaro De Cicco, una delle voci più sensibili dell’Arberia contemporanea. Ha dedicato gran parte della sua vita a raccontare il mondo arbëresh con passione, delicatezza e autenticità.
Ha raccontato non solo attraverso la cronaca o la ricerca ma soprattutto attraverso uno sguardo umano, attento alle persone, alle storie quotidiane alle trasformazioni delle nostre comunità.
Nelle sue pagine si incontrano volti, memorie, racconti familiari, tradizioni, frammenti di vita, aneddoti e radici culturali che rischierebbero altrimenti di andare dispersi. Ed è proprio questo uno dei meriti più grandi del suo lavoro, custodire la memoria e trasformarla in patrimonio condiviso.
Il titolo stesso ci invita ad una riflessione importante, c’è un’Arbëria della memoria, delle generazioni che ci hanno preceduto, dei sacrifici, delle tradizioni custodite con orgoglio e c’è poi un’Arbëria nuova, contemporanea, che prova a ritrovarsi senza perdere sé stessa, cercando un equilibrio tra identità e modernità.
I libri come questo del prof Gennaro De Cicco sono preziosi perché rappresentano testimonianze storiche e sono strumenti di continuità culturale, ponti tra generazioni, occasioni di dialogo.
È stato un momento di gioia condivisa, a porgere i saluti istituzionali il consigliere alla cultura, l’avv. Emanuele D’Amico, ed era presente in sala il consigliere all’istruzione, l’ing Walter Castrovillari. Sono intervenuti il prof Francesco Perri, il presidente della FAA, Federazione Associazioni Arbereshe Damiano Guagliardi, l’editore Antonietta Meringola.
Erano presenti in sala tanti amici, di cui sono intervenuti: Adriano D’Amico, Pasquale De Marco, Michele Baffa.
Una gratissima sorpresa, Giovanni Russo che mi ha riempita di gioia.
Non per ultimi, ma sempre al mio fianco, i volontari del Servizio civile San Demetrio Corone associazione Taxiverde.
Maria Francesca Solano
















