Maturità
Oltre 527 mila studenti all’Esame di Stato. Promossi agli scritti nove candidati su dieci, ma restano aperte le criticità del sistema. Gli esami di Maturità 2026 hanno coinvolto oltre 527 mila studenti in tutta Italia. È stato ammesso alle prove il 96,8% dei candidati, confermando un dato stabile rispetto agli ultimi anni. Anche questa edizione dell’Esame di Stato ha rappresentato il principale banco di prova per gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori, chiamati a concludere il proprio percorso formativo attraverso un esame che mantiene un forte valore educativo e simbolico. I dati confermano una sostanziale continuità rispetto al 2025. I licei restano l’indirizzo con il maggior numero di maturandi, pari a 273.854 studenti, seguiti dagli Istituti Tecnici (167.136) e dagli Istituti Professionali (86.617). L’organizzazione dell’esame ha richiesto la costituzione di 13.989 commissioni, chiamate a valutare 27.884 classi. Le prime correzioni restituiscono un quadro positivo: nove studenti su dieci hanno superato la soglia della sufficienza nelle prove scritte.
Dietro questi risultati, però, resta aperto il dibattito sulle criticità che da anni accompagnano la Maturità. La prima riguarda la pressione psicologica. Per molti studenti l’Esame di Stato rappresenta un momento decisivo, vissuto con un forte carico emotivo. L’ansia da prestazione, il timore del giudizio della commissione e il peso attribuito al voto finale continuano a incidere sul rendimento di molti candidati, come evidenziano da tempo psicologi e docenti.
Tra gli aspetti più discussi vi è il colloquio orale, che nelle intenzioni dovrebbe valorizzare competenze, capacità di collegare le discipline e spirito critico. Secondo molti studenti e insegnanti, tuttavia, nella pratica si trasforma ancora troppo spesso in una lunga “maxi interrogazione”, nella quale prevale la verifica delle conoscenze nozionistiche. A ciò si aggiunge una marcata eterogeneità tra le commissioni: alcune privilegiano un confronto multidisciplinare e dialogico, altre mantengono modalità tradizionali, con differenze che alimentano dubbi sull’uniformità della valutazione.
Permangono inoltre interrogativi sul Curriculum dello Studente, nato per valorizzare il percorso personale attraverso certificazioni linguistiche e digitali, attività sportive, culturali e di volontariato. Pur rappresentando uno strumento potenzialmente utile a descrivere il profilo complessivo dello studente, il suo utilizzo durante il colloquio appare ancora poco omogeneo e spesso affidato alla discrezionalità delle commissioni. Molti studenti ritengono che le esperienze maturate al di fuori della scuola incidano ancora troppo poco sulla valutazione finale.
Al centro del confronto restano anche i Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO), requisito di accesso all’Esame di Stato. Nati per favorire il collegamento tra scuola e mondo del lavoro, continuano a presentare forti differenze qualitative tra territori e istituti. In alcune scuole rappresentano un’effettiva occasione di crescita e orientamento, mentre in altre vengono percepiti come un adempimento burocratico, con attività poco coerenti con il percorso di studi. Per questo cresce la richiesta di privilegiare la qualità delle esperienze rispetto al semplice raggiungimento del monte ore previsto.
Anche il sistema di valutazione continua a essere oggetto di riflessione. Sempre più esperti ritengono che il voto finale in centesimi rappresenti solo in parte il percorso di crescita dello studente e chiedono un Esame di Stato maggiormente orientato alla valutazione delle competenze trasversali, del problem solving, dell’autonomia e della capacità di affrontare situazioni complesse.
La Maturità resta uno dei momenti più significativi del sistema scolastico italiano, ma il dibattito sulla sua evoluzione rimane aperto. L’obiettivo condiviso è quello di costruire un esame capace di certificare non soltanto le conoscenze acquisite, ma anche le competenze, il pensiero critico e la maturazione personale degli studenti, rendendolo sempre più coerente con le esigenze della scuola, dell’università, del mondo del lavoro e delle sfide contemporanee. Auguri ai maturi 2026!
Assunta Viteritti
















