Il Metodo Bonori per la sclerosi multipla SPONSORIZZATO

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La dottoressa Rita Germo, fisioterapista: “I benefici sono evidenti, il paziente perde rigidità e risulta molto più agile nel movimento”

Il Metodo Bonori per la sclerosi multipla è un trattamento effettuato con le onde d’urto radiali a bassa intensità su tutto il corpo. Non provoca dolore ai pazienti e va a stimolare anche punti e meridiani della medicina tradizionale cinese. Questo trattamento, che non si pone in alternativa alle terapie farmacologiche, continua ad ottenere risultati molto interessanti su patologie come la sclerosi multipla, ma anche su Parkinson, artrite reumatoide, fibromialgia, Alzheimer e altre ancora.

La dottoressa Germo: “I benefici sono evidenti”

Il Metodo Bonori oggi è diffuso in tutta Italia ed è arrivato anche in provincia di Cosenza, per la precisione ad Acri, comune dove si trova lo studio della dottoressa Rita Germo, fisioterapista. “Lo utilizzo nelle sclerosi multiple da circa un anno e da poco lo applico anche ai malati di Parkinson – ha spiegato – i benefici sono evidenti, i pazienti infatti perdono rigidità, risultano molto più agili nei movimenti e si tratta di risultati notevoli per malattie degenerative che in genere peggiorano con il passar del tempo”. Per ottenere ciò serve una certa continuità nelle sedute: “Comincio una volta alla settimana per 7- 8 sedute, poi ogni 10 giorni per altre 5-6 sedute, quindi passo a una volta ogni 15 giorni come mantenimento. Il tutto è molto soggettivo, si valuta in base alle risposte del paziente”.

Il Metodo Bonori per la sclerosi multipla

Ma come si sono incontrati la dottoressa Germo e il dottor Matteo Bonori? “Ho conosciuto il suo metodo grazie ad una paziente affetta da sclerosi che l’ha scoperto facendo delle ricerche su internet – ha continuato – così l’ho contattato, ho sostenuto il suo corso e ho iniziato ad utilizzare il Metodo Bonori. È un trattamento davvero innovativo e molto valido, con benefici che si possono mantenere nel tempo e di conseguenza sono intenzionata a proporlo a miei pazienti. Ricordo infine che va di pari passo alla terapia farmacologica, non è in sostituzione ad essa”.

Il Metodo Bonori si occupa dell’intero organismo

Il Metodo Bonori non è per una malattia specifica ma è un trattamento per curare l’organismo intero. Molte malattie sono il risultato di uno stress cronico. Ciò è stato dimostrato da numerosi studi scientifici della psico-neuro-endocrino-connettivo-immunologia che è la scienza che indaga i rapporti fra la psiche, il sistema nervoso, il sistema endocrino, il sistema immunitario e connettivo (mio-fasciale). Nel caso di uno stress cronico, il sistema neurovegetativo inonda il corpo di ormoni e nella fattispecie il cortisolo e l’adrenalina. Così il sistema ortosimpatico (che è quello che ci fa lottare, fuggire, rimanere vigili) prende il sopravvento sul parasimpatico (che è quello che ci fa recuperare le forze, riposare). La malattia è la conseguenza di questo squilibrio psico-fisico-energetico- ormonale. I muscoli restano sempre più contratti: tensione emotiva, maggiore propensione all’infiammazione, compromissione delle difese immunitarie e quindi maggiori possibilità di ammalarsi. Il Metodo Bonori va a lavorare in primis sul sistema mio fasciale – connettivo ma anche sul sistema energetico e sul sistema cardio circolatorio. Questa stimolazione a 360 gradi porta di riflesso beneficio a tutti gli altri sistemi biologici e psichici del corpo.

Il Metodo Bonori e il sistema miofasciale connettivale

Questo sistema è formato dal tessuto muscolare, dalla fascia e dal tessuto connettivo che avvolge tutto l’organismo (muscoli, organi, ossa, meningi, vasi e nervi): tutto è connesso. La funzione del sistema miofasciale è quella di sostenere l’organismo, permettendogli di adattarsi agli stimoli meccanici ambientali, tenuto conto che il tessuto connettivo è l’ambiente extracellulare in cui le cellule vivono, da cui traggono nutrienti e in cui rivestono gli scarti, oltre a essere il campo d’azione del sistema immunitario e dell’infiammazione. Per suddetti motivi questo sistema permette di combinare gli aspetti meccanici a quelli chimico-biologici dell’organismo: non a caso negli ultimi anni è nata la meccano-biologia, branca che studia come le cellule trasducano stimoli meccanici (onde d’urto nel caso del Metodo Bonori) recepiti dalla membrana cellulare in cascate biochimiche culminanti nel rilascio di ormoni, neurotrasmettitori e citochine.

Quando la reazione di stress diventa deleteria

Nel cronico la reazione di stress diventa deleteria. La rete miofasciale è in grado di veicolare e registrare una grande quantità di informazioni, queste informazioni possono viaggiare nei due sensi dall’alto verso il basso e viceversa. Da un lato il sistema nervoso può fare entrare in tensione il sistema miofasciale in risposta ad uno stress (producendo così più sostanze pro infiammatorie come le MMP e catecolamine), ma dall’altro il rilascio miofasciale che che avviene durante il Metodo Bonori invia informazioni al sistema nervoso del tipo “il pericolo è passato, ti puoi rilassare”. Di conseguenza il sistema nervoso, endocrino e immunitario possono passare dalla modalità di emergenza in risposta allo stress (attività simpatica), ad una modalità di rigenerazione del corpo (attività parasimpatica).

Per bilanciare lo stress cronico

Attraverso la stimolazione con le onde d’urto dell’intero sistema mio-fasciale-connettivo e determinati punti di agopuntura, con un definito protocollo di lavoro si è in grado di bilanciare lo stress cronico, che ha portato a più infiammazioni, tensioni e minor capacità di far fronte a malattie. Il Metodo Bonori ha come obiettivo di riequilibrare i vari sistemi miofasciale, nervoso, endocrino, immunitario ed energetico permettendo così al corpo di migliorare la sua condizione di salute entro i limiti possibili di quell’individuo.

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