fbpx

Problema Calamo

Il torrente Calamo, a valle del centro abitato di Acri, ha un corso molto accidentato e con notevole pendenza, dopo il salto detto “Vullu e di Judiji” subito a valle del depuratore comunale, formato da rocce molto resistenti che sopportano bene l’erosione delle acque, tanto da formare la cascatella, il torrente si muove tra i versanti di Serra di Buda da un lato e di Padia-Serra San Cataldo dall’altro, coprendo in poco meno di due chilometri un dislivello di  decine di metri tra rocce estremamente fratturate e molto friabili.

Questa particolare conformazione ha portato ad un veloce fenomeno di erosione al piede dei due versanti a cui nel primo e nel secondo dopoguerra si è fatto fronte con la realizzazione di una ventina di grandi briglie, in muratura prima ed in calcestruzzo poi, allo scopo di rallentare la velocità delle acque e quindi la loro forza erosiva; scopo pienamente raggiunto negli anni sessanta con il completamento del sistema di briglie.

Ma le briglie hanno bisogno di manutenzione, anche se con cadenza di decenni esse vanno controllate e se necessario ripristinate, quando le acque iniziano a scalzarle al piede per esempio o quando le aggirano modificando il corso del torrente; questo è quello che è avvenuto nel mezzo secolo successivo agli anni sessanta periodo durante il quale nessuna manutenzione è stata effettuata sul corso del torrente.

Il risultato è che circa metà delle briglie è crollata e metà delle altre è in grave stato di degrado ed a rischio crollo, con la conseguenza che il torrente ha ripreso ed accentua ogni anno il processo di erosione dei due versanti, mettendo a rischio la ss 660 da una parte (fortunatamente oggi c’è l’alternativa della galleria) e dall’altra l’abitato di Padia, la strada per San Cataldo ed il tiro al piattello.

E questo fenomeno di abbandono delle opere di difesa idraulica dei torrenti è diffuso in tutto il territorio, a nulla serve che tutti i tecnici dicano che non spendere uno in manutenzione e prevenzione oggi porterà domani a spendere dieci in emergenza e ripristino dei danni da calamità, che non sarà più una calamità naturale.

Flavio Sposato

Una risposta

  1. Angelo Canino ha detto:

    Quando c’era l’operaio forestale tutto era più in ordine e più bello…boschi e torrenti sempre monitorati…adesso il degrado la fa da padrone e poi piangiamo all’arrivo degli alluvioni…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Contenuto protetto!