Importante riconoscimento all’avv. Adriano D’amico: primo posto al concorso internazionale “Amico rom 2026”
Storie di Rom e Migranti si classifica primo tra le opere edite al Concorso Internazionale Amico ROM, giunto alla 33 Edizione e svoltosi a Lanciano (CH) dal 27 settembre al 9 ottobre, che ha visto la partecipazione di 1150 autori da 30 nazioni diverse, con presenze autorevoli in rappresentanza della cultura romanì di tutto il mondo, comprese rappresentanze istituzionali italiane e parlamentari europee e prestigiosi ospiti italiani ed internazionali.
Il premio, che si tiene a Lanciano (CH) da trentatré anni, trasforma la ridente cittadina abruzzese nella capitale europea della cultura romanì e, con Amico Rom, celebra l’appuntamento più prestigioso del mondo rom in Italia e tra i più importanti in Europa e nel mondo: una settimana intensa di iniziative all’insegna della cultura, della musica e dello spettacolo.
Alla soglia dei sessant’anni, con trentacinque anni di professione sulle spalle, almeno trenta dei quali passati in difesa dei deboli e degli oppressi, dei migranti e dei Rom, per Adriano D’Amico ricevere il premio internazionale Amico ROM è una immensa soddisfazione, come dice dalla sua pagina personale su Facebook, una grande emozione, che dedica a sua moglie e ai suoi figli, al Popolo Rom, alla loro fierezza, ai trascorsi vissuti sulla sponda sinistra del fiume Crati, a Cosenza, in Tribunale, dove è riuscito a dimostrare che Davide può sconfiggere Golia.
Il libro di D’Amico propone la storia vera, non conclusa, di lunghi anni passati in prima linea per la tutela dei diritti dei migranti e dei Rom, raccontata con la voce dei protagonisti dallo sportello “informa immigrati” de La Kasbah, a Cosenza. Una storia di lotte contro i CPT, lager etnici per migranti; contro gli inasprimenti legislativi dettati dall’emergenza immigrazione, in dispregio dei diritti e del diritto; delle diverse rappresaglie perpetrate tra il 2007 e il 2011 a danno dei Rom alloggiati sulla sponda del Crati, a Cosenza, un atto di resistenza culturale e politica nei confronti di un Popolo che rivendica con forza la propria identità storica e culturale, dopo anni di soprusi, diritti negati ed un Olocausto non potuto raccontare!
Adriano D’Amico, avvocato-militante, avverte il dramma di donne e uomini migranti quando un giorno di tanti anni fa incrocia il vecchio vocabolario del suo omonimo nonno, contadino arbëreshë, emigrato negli Stati Uniti d’America agli inizi del Novecento, con sottolineata la parola pane, che da quel momento diventa lo spartiacque della sua vita
Nato a Cosenza nel 1966; laureato in giurisprudenza presso l’Università La Sapienza di Roma nel 1991, esercita la professione forense dal 1991; è sposato con Robertina Tinca ed ha due figli, Giuseppe ed Alessandro. In questo libro percorre i tratti salienti della sua lunga attività politica e sociale; e la sua azione quotidiana al servizio di ogni necessità, che traspare nel suo capolavoro socio-letterario, riflette i valori più genuini di una intera regione e nobilita ed onora, altresì, tutta la comunità sandemetrese.
Per Calabria Letteraria ha scritto nel 2018 L’occupazione delle terre. Una grande epopea contadina e nel 2023 Appunti di vita in tempo di morte.
L’ambito premio, gli è stato consegnato dal prof. Roberto Trotto, membro dell’Orchestra Europea per la Pace nel Teatro Mazzini di Lanciano, alla presenza del prof. Santino “Alexian” Spinelli, patron dell’Associazione “Them Romano”, organizzatrice del Concorso.
Gennaro De Cicco














