Le elezioni studentesche nei giorni della protesta

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Manca poco meno di una settimana alle elezioni per il rinnovo dei consigli di classe e di istituto degli istituti di istruzione superiore, che devono tenersi, per legge, entro il 31 ottobre di ogni anno. Ad Acri si terranno mercoledì 28 ottobre. Gli studenti delle scuole superiori saranno chiamati, quindi, ad eleggere i rappresentanti di classe, d’istituto e alla consulta provinciale, l’organo che raggruppa, a livello sovracomunale, i rappresentanti di tutte le scuole superiori.
Quest’anno le elezioni si tengono in un clima particolarmente caldo, a seguito dei fatti francesi e di Milano, delle proteste che si annunciano settimanalmente, ma anche di quanto è accaduto in Calabria, con le manifestazioni studentesche di piazza, e ad Acri, dove le giornate di protesta hanno riportato gli studenti in piazza dopo tempo, inserendo la realtà locale in una più ampia dimensione nazionale e globale.
In questa situazione si terranno le prossime elezioni studentesche. La rappresentanza studentesca è tra le più funzionali in Italia, anche se è sempre più difficile garantire, in particolare, la rappresentatività di plessi distinti e corsi d’istruzione diversi, così come riuscire a mantenere un contatto costante con tutti gli studenti rappresentati.
Ma entriamo un po’ nel meccanismo elettorale.
Lo Statuto delle studentesse e degli studenti, contenuto nel decreto del Presidente della Repubblica n. 249 del 1998, riconosce il diritto alla partecipazione attiva e responsabile dello studente alla vita della scuola di cui fa parte. Tutta la disciplina di dettaglio è poi contenuta in altri corpi normativi e nelle ordinanze ministeriali.
Gli alunni sono chiamati a eleggere, in generale, due rappresentanti alla consulta provinciale, due rappresentanti in ogni classe e tre o quattro rappresentanti al consiglio di istituto, a seconda che la scuola conti meno o più di cinquecento alunni. Ad Acri saranno quattro, essendo state accorpate tutte le scuole superiori.
Il collegio elettorale, ossia l’insieme di coloro che sono chiamati a votare e possono essere votati, è costituito da tutti gli studenti della classe per il consiglio di classe e da tutti gli studenti dell’istituto per quello d’istituto e per la consulta.
In classe non ci sono liste concorrenti; a livello di consiglio di istituto e di consulta, invece, sì. Ogni lista ha un motto e dei presentatori, oltre ai candidati, che devono accettare, ovviamente, la candidatura.
Nella consulta provinciale, dove il mandato dura due anni (e non uno, come negli altri casi), qualora si renda vacante un solo posto, ad esempio perché chi lo occupa si diploma o si dimette, si tengono elezioni suppletive, volte a coprire esclusivamente quel posto. È ciò che accadrà ad Acri.
Sempre più spesso è previsto il voto attraverso strumenti digitali, anche per accelerare le procedure.
Quanto al sistema elettorale, per il consiglio di classe si applica un sistema maggioritario: sulla base di un’unica lista di candidati, vengono eletti coloro che ottengono più voti. Ogni studente può esprimere un solo voto.
Per la consulta è prevista una sola preferenza ma c’è anche il voto di lista: si può votare una lista piuttosto che un’altra e, di conseguenza, i candidati dell’una o dell’altra.
Lo stesso vale per le elezioni del consiglio di istituto, dove però le preferenze sono due (sarebbe una sola se si dovessero eleggere tre persone, mentre, dovendone eleggere quattro, sono due).
Mentre, quindi, nel consiglio di classe si applica un sistema maggioritario (vengono eletti coloro che prendono più voti), nel consiglio di istituto e alla consulta si applica un sistema proporzionale, con il metodo D’Hondt (ideato da Thomas Jefferson e poi elaborato dal giurista belga Victor D’Hondt).
Si calcolano le cifre elettorali di ogni lista e dei candidati. La cifra di lista viene quindi divisa per 1, 2, 3, 4 e così via, fino al numero dei seggi da assegnare. Si scelgono poi i quozienti più alti, fino a quando tutti i seggi non sono stati assegnati. Ciò comporta che non necessariamente siano eletti i candidati più votati, entrando in gioco in maniera significativa il voto di lista!
Queste le regole principali, ve ne sono poi tante specifiche e di dettaglio e per i tanti casi particolari che possono in concreto presentarsi.
Da chi come tanti ha fatto quest’esperienza più e più volte, un in bocca al lupo a tutti i candidati: sarà in ogni caso una bella esperienza. Buon voto!

Domenico Vigliaturo

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