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CineBookFood, al Callipo la presentazione del libro ‘Dalla parte opposta’, di Valerio Vigliaturo

Bata - Via Roma - Acri

Venerdì ennesima tappa di CineBookFood, una costola di “Cineincontriamoci”, entrambe ideate da Mattia Scaramuzzo. Alle ore 18:00, con gli intermezzi musicali del Maestro Danilo Guido, al Bar Caffetteria Callipo, verrà presentato il libro “Dalla parte opposta”, di Valerio Vigliaturo.  Il romanzo è fresco vincitore del Premio Carver.

Valerio torna ad Acri dopo molto tempo, dopo aver ricoperto il ruolo di direttore artistico del Maca. In passato non sono mancate le incomprensioni, e magari situazioni simili possono aiutare a riflettervi a mente fredda.

Valerio, la data non è casuale…

Il 22 febbraio sarà per me un giorno speciale e commovente grazie a Mattia Scaramuzzo che mi ha invitato a ritornare attaverso la rassegna per presentare il mio romanzo proprio nel giorno in cui mio fratello avrebbe compiuto 48 anni, una delle ferite più indecifrabili e segrete che rimarrà sempre aperta nella mia vita.

Di cosa parla “Dalla parte opposta?

Il romanzo tratta il tema della fuga dalla realtà, dell’idiosincrasia per il posto in cui si è nati e cresciuti, che penso sia comune a molti di quelli che non si identificano più o forse non si sono mai identificati con una dimensione avversa e ostile. E quindi dello spaesamento, della ricerca di un luogo dove stare in pace con sé stessi e di riflesso con gli altri, del perdersi e ritrovarsi. Ma anche della fuga da noi stessi, dalle nostre paure e debolezze, invece di affrontarle e superarle, per imitare o diventare qualcun altro o qualcos’altro, in questo caso per smaterializzarsi in una macchina o un robot perdendo così ogni sembianza umana e biologica. Senza dimenticare che l’umanità dovrebbe sempre continuare a essere la nostra virtù. Ma come spesso capita, quando la fuga non è una necessità per salvarsi da una realtà opprimente, si ritorna indietro, alle proprie radici con un senso di appartenenza ancora più forte ‘Io non faccio che tornare a casa’ diceva il poeta tedesco Friedrich Hölderlin, “ritornare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta”,
dai versi di Schopenhauer che mi hanno ispirato il titolo del romanzo.

Torni ad Acri dopo tanto tempo…

Ed è appunto con questo sentimento di consapevolezza torno ad Acri e nei posti in cui ritrovo le mie origini, come la Sicilia, e di serenità e appagamento dopo anche il conferimento del Premio Carver. Acri è un paese fantastico, così
come la sua gente, generosa, tenace, intelligente, che ha saputo conservare tradizioni e valori importanti come quelli dell’accoglienza e dell’ospitalità, grazie anche al suo isolamento geografico che l’ha tutelato, ma che dovrebbe osare di più affidandosi anche ai più giovani spesso costretti appunto a emigrare altrove per potersi esprimere, superando quelle invidie e rancori personali che compromettono la convivenza politica, sociale e culturale.

CineBookFood

                                                                                                   Piero Cirino

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