Acri-Ecodistretto, Acri conferma la candidatura. Intanto Crotone è a esaurimento e si rischia il blocco

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Stamattina i sindaci dell’Ato 1 Cosenza si sono incontrati, al cinema Rendano, a Rende, per continuare la discussione sulla realizzazione, in provincia dell’ecodistretto. Più propriamente, del secondo impianto, dopo quello di Rossano, che comunque andrà ampliato e ammodernato.
Chi attendeva questa riunione per scrivere la parola fine sul sito in cui verrà realizzato, è rimasto deluso. C’è una graduatoria, elaborata dalla Regione su tutta una serie di criteri, in base alla quale l’ecodistretto andrebbe fatto a Santa Caterina Albanese.
Tuttavia, sulla base delle candidature e delle disponibilità, più o meno ufficiali, la verità è che la scelta è ridotta tra Acri e Castrovillari.
Per la prima era presente il sindaco Pino Capalbo, che ha espresso perplessità circa l’iter che l’Ato sta portando avanti e sui tanti dubbi emersi, dovuti a una informazione non del tutto chiara su cosa significhi ecodistretto e sul relativo impatto ambientale, proponendo di fare una delegazione di sindaci e dirigenti regionali e recarsi a Trento, per capire come funziona quell’impianto e per dare risposte alle tante domande alle quali gli amministratori locali dovranno rispondere.
Capalbo ha confermato la disponibilità di massima del Comune presilano a ospitare l’ecodistretto, dopo aver raccolto il parere del Parco Nazionale della Sila.
Tuttavia, a differenza di Castrovillari, manca la formalizzazione della candidatura, accompagnata da una delibera.
In sostanza, c’è l’ipotesi che Acri possa essere la sede prescelta e solo dopo gli amministratori dovrebbero spiegare ai cittadini cosa significa avere in casa un ecodistretto ed eventualmente chiedere a costoro di pronunciarsi, magari attraverso un referendum. In quel caso, esecutivo e maggioranza dovrebbero mettere in campo tutto il loro peso politico per sostenere la scelta. In ogni caso, esiste l’eventualità, allo stato puramente teorica, che Acri venga individuata come sede e che la candidatura venga bocciata da un referendum.
Nell’attesa che la questione venga dipanata, c’è il rischio, questo sì concreto, che dai primi di settembre venga bloccato il servizio di conferimento dei rifiuti, considerato che l’impianto di Crotone è a esaurimento.

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