“Gli uomini soli” di Anna Maria Algieri

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E’ sempre con piacere che si prende tra le mani un libro considerando che il nostro paradiso consisterà, secondo l’intuizione di Virginia Wolf, nella gioia di poter leggere sempre. Piacere ancora maggiore è poi quando possiamo sfogliare una silloge poetica che, raccogliendo fior da fiore, mette insieme un delizioso bouquet dai colori più belli.

E’ il caso dell’antologia poetica di AA.VV., Dedicato a…poesie per ricordare, vol. 16, parte II,Aletti Editore di Altre Sembianze S.r.l., Villanova di Guidonia (RM), 2019, pp. 259, € 22.00, pubblicato con la Prefazione di Alessandro Quasimodo per ricordare appunto la “Giornata mondiale della poesia”.

Alla poesia, infatti, è assegnato il compito di “ricordare”, tra le azioni più nobili e indispensabili per essere uomini. Inoltre leggiamo in copertina un monito sempre valido: “Fidatevi dei sogni perché in loro è nascosta la porta dell’eternità”.

Sono oltre duecento le voci di poeti e poetesse che concorrono, ognuno per la sua parte, alla composizione di questa sinfonia, per usare altra metafora, intenta a cantare il ricordo, ora tenue ora struggente, di chi ha lasciato in noi tracce del suo passaggio.

Una di queste voci è la nota poetessa di Acri ANNA MARIA ALGIERI, della quale più volte ci siamo occupati o recensendo i suoi volumi o, come in questo caso, segnalando la sua partecipazione alla composizione di questi bouquet floreali o sinfonie armoniche. 

A pag. 53 di questa già menzionata antologia troviamo il contributo di Anna Maria Algieri: Uomini soli che ci rimanda, per associazione di idee, al brano stupendo con i quali i Pooh, arcinoto gruppo canoro italiano, nel 1990, si aggiudicarono la vittoria al Festival di Sanremo.

Gli Uomini soli dell’Algieri sono “Avvolti nel grande mistero”, in un silenzio che ne “travaglia l’anima afflitta”, tra ostilità e ipocrisia, mentre si imbarcano in “Avventure senza futuro, senza avvenire”.

Con queste premesse, tutto farebbe pensare a un epilogo buio di Uomini soli ma, nel suo stile, Anna Maria Algieri, pur nella consapevolezza che “Si dileguano i sogni di frutti giocondi / tra cieli azzurri d’infiniti orizzonti”, sa che “Segue la pace, la tranquillità, / Il silenzio infinito”.

Quel silenzio nel quale, appunto, ogni solitudine trova senso e pienezza!

Fra Giovanni Spagnolo

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