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Sursum corda

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Come dicevano i latini ‘in alto i cuori!’, e abbiamo proprio bisogno dell’augurio di fronte a questa pandemia, che si presenta sotto sembianze davvero chiliastiche, millenarie, come è successo tante altre volte all’uomo attraverso il tempo.

Ma bisogna essere fiduciosi, resistere perché l’intelligenza in cammino dell’uomo, che è il vero ‘divino’ nel mondo, saprà sicuramente uscirne vittoriosa.

      Infatti, mentre tutti noi, vecchi e giovani, ce ne stiamo rintanati in casa come talpe, la ‘Ratio’ dell’uomo lavora indefessamente, notte e giorno, nei laboratori e negli ospedali di ogni latitudine e longitudine, alla ricerca di armi capaci di sconfiggere il subdolo nemico che ci ha assalito. Certo questa lotta, che apparentemente si presenta impari, sta lasciando sulla sua strada tante vittime, tanta sventura e disperazione, ma alla fine, siamone certi, l’uomo con la sua ‘divina’ intelligenza vincerà, e la sua grandezza, piccola ma forte vincerà, e il suo coraggio salirà ‘ad sidera’ da dove siamo venuti.

      E a questo punto, pensando ai fratelli lombardi e non solo, che stanno pagando il prezzo più alto di questa lotta per la vita, mi vengono in mente i versi di Carducci de ‘Il Parlamento‘, che canta la distruzione di Milano, tentata da Federico Barbarossa con la sua quinta discesa nell’ottobre 1176, e fa dire all’eroe Alberto di Giussano:

“Ecco, io non piango più”. Venne il dì nostro,

O milanesi, e vincere bisogna.

Ecco io m’asciugo gli occhi, e a te guardando,

O bel sol di Dio, fo sacramento:

Diman da sera, i nostri morti avranno

una dolce novella in purgatorio:

E la rechi pur io!” Ma il popol dice:

“Fia meglio i messi imperiali.” Il sole

Ridea calando dietro il Resegone.

E anche noi ora diciamo: ‘vinceremo’.

Vincenzo Rizzuto

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