fbpx

Aggiornamento Coronavirus: in Calabria 1120 contagiati, 86 morti, 282 guariti

Bata - Via Roma - Acri

Covid-19 Aggiornamento venerdi Primo Maggio – Buona festa del lavoro a tutti

“Una bugia fa in tempo a compiere mezzo giro del mondo prima che la verità riesca a mettersi i pantaloni”

(Sir Winston Churchill)

I calabresi contagiati dal coronavirus sono fino a stamane 1120. Dieci positivi in più

282 i guariti (21 in più rispetto a ieri). Nessun morto: i decessi rimangono 86

Le vittime del virus sono così distribuite : 31 nella provincia catanzarese, 16 nel Reggino, 28 nel Cosentino, 6 a Crotone e 5 a Vibo Valentia.

Le cose vanno meglio e la situazione appare sotto controllo. Bisogna tuttavia chiedersi cosa accadrà nei prossimi giorni per effetto del ritorno alla cosiddetta “normalità controllata”. La domanda appare legittima soprattutto in relazione alla Calabria settentrionale dove sono ancora attivi pericolosi focolai come quello di “Villa Torano” che ha investito la Valle del Crati.

L’epidemia nel Cosentino

La “zona rossa”. È lì che s’annida il Covid-19, in uno dei borghi più belli della Calabria settentrionale. Ad Oriolo il virus continua a infettare: dopo il sindaco e due consiglieri comunali, colpisce a casaccio tra la gente laboriosa di questo piccolo angolo di paradiso. Due nuovi casi di “positività” levano serenità a quanti – come il sindaco Simona Colotta, tornata a casa dopo due settimane di ospedale – vorrebbero tornare alla vita di sempre. Le persone infettate sono complessivamente 25 e per riprende a respirare occorrerà aspettare ancora.

A Trebisacce, non molto lontano, sulle rive del mar Ionio, spunta il primo contagiato: è una ventenne residente nella città della Bandiera blu, rientrata il primo aprile dall’estero. È risultata positiva al primo tampone. Dalle indagini effettuate, pare che la ragazza abbia contratto il virus in Inghilterra dove si trovava per motivi di studio. Appena rientrata in Italia, è stata immediatamente destinataria da parte del sindaco Franco Mundo di ordinanza di messa in quarantena. Sta bene ed è in isolamento domiciliare.

Brutte notizie arrivano dall’altro comune “zona rossa” del Cosentino: San Lucido. Il paese torna a fare i conti con il virus. Il patogeno rimasto in alcuni casi annidato nell’organismo dei contagiati, non è riuscito, a trovare la via di uscita dopo circa un mese. Il paziente numero uno di San Lucido non solo è tornato positivo ma ieri è stato nuovamente ricoverato nel reparto di malattie infettive a Cosenza. Il barbiere che aveva superato i 35 giorni di ospedalizzazione era tornato a casa. Sempre ieri un nel pomeriggio un altro uomo di San Lucido, a suo tempo positivo al tampone e che si era successivamente negativizzato, è stato portato a seguito di problemi respiratori nella tenda Codiv-19 dell’Ospedale di Cetraro. Dovrà rifare i controlli. Due casi alquanto singolari. Che dimostrano quanto subdolo sappia essere il Covid-19. Nella Valle del Crati l’ultimo caso è stato registrato a San Martino di Finita ed è collegato al focolaio di “Villa Torano”. Ed è proprio dal piccolo comune dal quale è partita la nuova epidemia, che il leader del movimento “Diritti civili”, Franco Corbelli, lancia un appello al presidente Jole Santelli: «Revochi il provvedimento di blocco del paese». Purtroppo, invece, proprio ieri è stato registrato un nuovo positivo a Torano mentre nella casa di cura privata saranno oggi eseguiti altri tamponi sui dipendenti risultati fino adesso negativi. Da Corigliano Rossano giunge, intanto, notizia di un nuovo infettato: è il ventiduesimo “attivo” nella città ionica. Un altro infettato, infine, è stato individuato a Santa Caterina Albanese. Questi nel dettaglio i numeri nell’Alta Calabria: 27 pazienti ricoverati e 308 le persone poste in isolamento domiciliare (63 sintomatici e 245 asintomatici). I casi attivi sono complessivamente 335. I numeri non hanno bisogno di commento…

Le altre province

Nel Reggino la situazione è la seguente: 24 pazienti in reparto, 3 in rianimazione e 138 persone in isolamento domiciliare (1 in più rispetto a ieri). Ben 112 contagiati sono a Reggio; 30 a Melito Porto Salvo, 6 a Sinopoli, 5 a Rosarno (c’è un guarito rispetto a ieri), 4 a Bova, 8 a Montebello, 3 a Taurianova, 2 a Cittanova, 3 a Siderno, 2 a Locri, 2 a Rizziconi, 2 a Bovalino e 1 a Palmi e 1 a Polistena. L’ultimo contagiato è arrivato in arereo da Brescia ed è stato ricoverato a Polistena con polmonite da Covid.

Nel Catanzarese la situazione è descritta dai dati resi pubblici dagli ospedali: 47 pazienti in reparto (1 in meno rispetto a ieri), 2 in rianimazione e 78 persone in isolamento domiciliare (5 in più rispetto a ieri). Il centro più colpito è Chiaravalle. 27 i decessi tra gli ex pazienti della struttura sanitaria privata “Domus Aurea”. Oggi due nuovi contagiat a Sant’Andrea Apopstolo dello Ionio. Sono legati a una casa di cura locale: gli infettati salgono complessivamente a 8.

Nel Vibonese il quadro offerto dai dati appare quello meno compromesso dall’epidemia con nessun paziente in reparto e 56 persone in isolamento domiciliare. I luoghi più colpiti sono i comuni ormai ex “zona rossa” di Serra San Bruno con 10 casi e di Fabrizia con 12. Dati in decrescita. Due nuovi casi a Vibo città.

Nel Crotonese il quadro numerico rivela 9 pazienti in reparto (2 in meno rispetto a ieri) e 58 persone in isolamento domiciliare (7 in mano rispetto a ieri). I centri più colpiti Cirò Marina con 9 casi, Cutro, che è ormai ex “zona rossa” con 6 e Isola Capo Rizzuto con 4. Dati in decrescita, solo un nuovo contagiato.

Il presidente Jole Santelli spiega la sua contestata decisione

«La Calabria ha avuto sinora delle misure molto restrittive, anche più di quelle nazionali, a cui i calabresi hanno risposto con molta attenzione e guadagnandosi la fiducia delle istituzioni. Ora da qualche giorno io avevo iniziato a discutere di una ripartenza. Questa è la mia terza ordinanza in cui riapro e restituisco un pò di libertà ai cittadini che avevamo sottratto». Lo ha detto Jole Santelli.

«Ci siamo trovati dinanzi ad un Dpcm che da un lato mi angoscia moltissimo – ha aggiunto Santelli – perché apre al terzo rientro di massa in Calabria. Su questo ho fatto un’altra ordinanza perché quello che mi ha spaventato particolarmente è la confusione, il divieto di mobilità interregionale e poi la possibilità, indiscriminata, di ritornare nelle proprie residenze, nei propri domicili, nelle proprie abitazioni. Adesso chi vuole rientrare in Calabria – ha detto ancora Santelli – deve iscriversi, dire con quale mezzo arriverà, dove andrà ad abitare. Poi, in relazione allo screening che viene fatto ci sarà l’eventualità del tampone e della quarantena. Dobbiamo tenere conto che noi i contagi che abbiamo avuto li abbiamo avuti esclusivamente come zona di ritorno. E’ ovvio che non è la stessa cosa che torni una persona da zone fortemente contagiate o che torni dall’Abruzzo dove ci sono zero contagi. E quindi – ha detto ancora Santelli – due giorni prima dell’arrivo bisognerà indicare che si sta facendo rientro, con quale mezzo, le proprie condizioni di salute e si dovrà indicare dove si andrà ad abitare. A questo punto il Dipartimento di prevenzione assumerà le iniziative più adeguate. Per chi non dovesse osservare queste prescrizioni ci sarà una multa».

La bacchettata ai sindaci

“Ho sempre fatto norme molto restrittive” ha detto Jole Santelli “ed è proprio per questo si può restituire ai calabresi delle libertà in più, avendo fatto buon uso della nostra fiducia nel rispetto delle regole. Dai sindaci che mi hanno contestato mi aspetto più azioni rivolte alla Calabria che non dichiarazioni nei miei confronti”.

Il disaccordo del professore Raffaele Bruno, componente della task-force regionale

I dubbi del professore. Raffaele Bruno, infettivologo di fama internazionale e punto di riferimento per studiosi e ricercatori al “San Matteo” di Pavia, non è d’accordo con l’«apertura» decisa dal presidente Santelli. Il suo è un parere importante perché lo scienziato calabrese fa parte del gruppo di esperti nominato dalla giunta regionale per affrontare l’emergenza Covid-19.

«Non sono stato interpellato» ammette il professore Bruno precisando con garbo ma con fermezza che «i tecnici danno pareri ed i politici prendono decisioni assumendosene ovviamente la responsabilità. I parere tecnico-scientifici non sempre vanno d’accordo con le ragioni della politica che legittimamente deve decidere. Io sono contrario» ammette poi il grande medico originario di Cosenza «ma non sono stati consultato». Bruno avrebbe ovviamente «dato un consiglio ma chi fa politica si assume un rischio che può essere calcolato». Non c’è ricerca della polemica nelle parole del luminare che, tuttavia, si lascia scappare: «Io avrei proibito di uscire anche se il Governo avesse autorizzato condotte diverse. La mia è la visione di un infettivologo». E poi aggiunge: «Non vorrei che tutti questi sacrifici risultassero vani».

Raffaele Bruno conferma che a suo avviso «dovremo convivere con la malattia» precisando che «in Calabria è stato svolto un egregio lavoro in tema di contenimento e sarebbe un peccato disperderlo».

Infine, la nota scientifica di assoluto rilievo: «L’utilizzo del plasma dei guariti sembra avere buoni risultati. È presto, tuttavia, per pronunciarsi in termini di certezza: aspettiamo gli esiti complessivi del lavoro svolto». Quanto ai calabresi che intendono tornare a casa, afferma: «Io consiglierei loro di non tornare. Ma se lo fanno è bene che rimangano almeno 15 giorni in quarantena».

I primi bar aperti…

Bar aperti, altri chiusi, altri ancora aperti solo poche ore. E’ l’effetto dell’ordinanza della governatrice della Calabria Jole Santelli di consentire sin da ieri la vendita da asporto a bar, ristoranti ed agriturismo ma anche la somministrazione al tavolo per i locali con spazi all’aperto. Alcuni locali sono rimasti chiusi nell’incertezza di uno stop del Governo, altri hanno aperto ma solo per pulire dopo settimane di fermo ed altri ancora sono stati costretti a chiudere per la sospensione disposta da diversi sindaci. L’ordinanza della Santelli è stata definita «una boccata d’ossigeno» da Francesco Ruffolo titolare di un noto bar di Cosenza che ha aperto. «Ho 13 dipendenti – ha detto – nessuno in cassa integrazione quindi l’unica possibilità è riaprire. Abbiamo sanificato l’ambiente e preso le misure di sicurezza indicate. In tanti sono entrati e, seppur con le precauzioni necessarie, erano felici di poter prendere un caffè e scambiare due chiacchiere col barista. Un ritorno anomalo alla normalità». Tra le misure di sicurezza predisposte nel locale, percorsi differenziati per ingresso e uscita, acquisto di macchine per la sanificazione dei locali, plexiglass per tenere distanziati i singoli clienti al banco. <Se il governo centrale – ha aggiunto Ruffolo – invaliderà l’ordinanza regionale, ovviamente, torneremo a chiudere, ma secondo noi il danno economico a breve, dopo mesi di chiusura, sarà incalcolabile».

Altri esercenti stanno aprendo le saracinesche in queste ore e avviato le attività di pulizia e sanificazione, per andare a pieno regime nei prossimi giorni. Intanto, in città sono numerosi i controlli e per le forze dell’ordine il lavoro è aumentato per i dubbi generati dall’ordinanza regionale in contrapposizione a quella governativa che, per quanto riguarda la «Fase 2» di fatto entrerà in vigore lunedì 4 maggio.

Guarito settantanovenne a Reggio

Una bella storia. Ha passato ben 31 giorni nel reparto di Terapia Intensiva, sospeso tra la vita e la morte e, adesso, è perfettamente guarito dal coronavirus. Succede ad un uomo di 79 anni che, ieri pomeriggio, ha lasciato la Rianimazione del Grande ospedale Metropolitano per proseguire il suo percorso di guarigione in Malattie Infettive. Dovrà rimanere isolato, senza alcun contatto con pazienti affetti da covid. «Tre tamponi consecutivi sono risultati negativi e a giorni contiamo possa tornare a casa. Ed è grande la nostra gioia perché oggi si alimenta in modo autonomo ed ha fatto progressi anche sul piano della fisioterapia», riferisce il primario Sebastiano Macheda. Augurissimi.

Il gesto di solidarietà dei donatori di plasma: i guariti aiutano gli infettati. Nove i donatori nell’area del Savuto.

In queste settimane di angoscia è bello scoprire pure quanto le persone siano generose. Il Covid-19 ha rubato tante vite ma non è riuscito a cancellare la solidarietà Il sindaco di Rogliano, Giovanni Altomare, ha raccolto la disponibilità al prelievo di sangue di altri nove suoi concittadini, appena usciti dall’infezione virale. Oltre al primo cittadino, cinquantaduenne, si sono offerti volontari: il vicesindaco Fernando Sicilia, 62 anni, e il consigliere comunale di maggioranza Antonio Simarco, 52 anni, tutt’e tre usciti guariti dal ricovero Covid; il comandante della Polizia municipale Giuseppe Zumpano, un dipendente comunale, una coppia di coniugi e la figlia, due professioniste, questi ultimi usciti dalla quarantena domiciliare obbligatoria.

Tutti fanno parte del gruppo dei primi contagi che hanno trovato diffusione, nella seconda metà di marzo, a seguito dei contatti scaturiti dalle prime riunioni operative, tenute in municipio per il coordinamento delle azioni di prevenzione antivirus. I donatori roglianesi seguono la scia segnata dal bersagliere ventinovenne di Santo Stefano di Rogliano, Simone Altomare, che è anche consigliere comunale di maggioranza nel suo comune, che, dopo i tamponi di negativizzazione seguiti ad una drammatica fase iniziale della malattia con ricovero, ha aderito al reclutamento di pazienti-donatori del “plasma convalescente”. Un reclutamento lanciato in un appello del Centro trasfusionale e dalla unità operativa complessa Malattie infettive dell’ospedale dell’“Annunziata” di Cosenza. Chi è guarito ha sviluppato anticorpi che possono essere utili a quanti siano stati infettati dal coronavirus. Un’altra bella pagina di vita calabrese…

La mappa dell’infezione

Territorialmente, i casi positivi sono così distribuiti:

Catanzaro: 47 in reparto; 2 in rianimazione; 68 in isolamento domiciliare; 67 guariti; 31 deceduti.

Cosenza: 25 in reparto; 1 in rianimazione; 308 in isolamento domiciliare; 91 guariti; 28 deceduti.

Reggio Calabria: 24 in reparto; 3 in rianimazione; 139 in isolamento domiciliare; 70 guariti; 16 deceduti.

Crotone: 9 in reparto; 58 in isolamento domiciliare; 40 guariti; 6 deceduti.

Vibo Valentia: 56 in isolamento domiciliare; 14 guariti; 5 deceduti.

L’isolamento volontario

Le persone in quarantena sono 6.675 così distribuiti:

  • Cosenza: 1.504
  • Crotone: 1.680
  • Catanzaro: 1.884
  • Vibo Valentia: 267
  • Reggio Calabria: 1.340.

Le persone giunte in Calabria che ad oggi si sono registrate al sito della Regione sono16.837.

Arcangelo Badolati

Bata - Via Roma - Acri

Rispondi

error: Contenuto protetto!