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Lettera aperta al sindaco di Acri e al dott. Cozzolino

Egregio Sig.r Sindaco, non le sembri strana questa missiva da parte di una persona che ha spesso avuto posizioni non collimanti con le sue. Le nostre reciproche idee, in tempi non sospetti, ce le siamo scambiate, a viso aperto e sempre lealmente. 

All’amico Giacomo, chiedo scusa per questo affettuoso coinvolgimento ma il suo attuale ruolo me lo impone.

Egregi Signori,

mi corre l’obbligo morale di intervenire sull’attuale dibattito in merito all’inserimento dell’Ospedale “Beato Angelo” nella rete Covid. Si tratta, senz’altro di un ottimo risultato. Non conosco bene i termini della delibera e, qualora dovesse andare nella direzione che qui auspico, Vi prego di considerare nulla questa mia. L’assegnazione di un numero cospicuo di posti letto per pazienti a bassa intensità permetterebbe di decongestionare gli ospedali grossi per far posto ad altri pazienti, per cui ben venga. Parallelamente a questa misura, però, mi permetto di suggerire che sono essenziali per una realtà grande come Acri, almeno 4 posti di subintensiva con possibilità di trattare pazienti a media complessità con ventilazione non invasiva (C.P.A.P. E NIV). A questo scopo si tratterebbe di adeguare i flussi di aria e ossigeno presenti nelle stanze e adattare gli attacchi per renderli funzionali allo scopo.  Lavori fattibili in un poco tempo. La gestione potrebbe essere tranquillamente affidata a un anestesista, figura professionale recentemente incrementata per Acri. Parallelamente, la radiologia dovrebbe funzionare H24 per potere garantire la tac torace basale, l’unica che permette di diagnosticare la polmonite interstiziale. 

La sola attivazione dei posti letto per pazienti non ancora dimissibili sarebbe poco più di un COVID Hotel, misura sicuramente utile ma inefficace da un punto di vista del trattamento dei pazienti appena più complessi. Come a Voi ben noto, i posti per il trattamento dei pazienti  più complessi nella nostra regione sono esigui e si rischierebbe spesso di trovarsi nella non piacevole condizione di scegliere chi salvare. Con una misura estremamente fattibile e a basso costo, si doterebbe l’ospedale di Acri di presidi importanti per pazienti appena più complessi e ci si metterebbe nella condizione di gestire ancora un anno prima di essere fuori da questa pandemia.

Scusandomi per l’invadenza e ringraziandovi per l’attenzione verso questa mia, che va nell’ottica dell’interesse e del bene  comune, Vi porgo Cordiali saluti.

Massimo Conocchia

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